lunedì 23 agosto 2010

SO LONG, AND THANKS FOR ALL THE FISH - Douglas Adams

Il quarto volume della trilogia di cinque.

Arthur Dent si ritrova sulla Terra. Che evidentemente non era stata distrutta dai Vogon. O forse invece sì.

Incontra il "Dio della Pioggia", che contribuisce a rendere famoso, ed una ragazza (Fenchurch) di cui si innamora e che condivide con lui importanti ricordi e qualche peculiarità.

Assieme vanno a trovare John Watson, alias Wonko the Sane,  il quale ha capito che il Mondo gira alla rovescia. E lo ha "chiuso fuori da sé stesso".
"... that's to do with the day I finally realized that the world had gone totally mad and built the Asylum to put it in, poor thing, and hoped it would get better"

 "... a scientist must also be absolutely like a child. [...] See first, think later, then test. But always see first. Otherwise you will only see what you were expecting. You can't possibly be a scientist if you mind people thinking that you are a fool" [...] So, the reason I call myself Wonko the Sane is so that people will think I'm a  fool. That allows me to say what I see when I see it.

Alla ricerca del messaggio del Creatore al Creato, lasciano nuovamente la Terra, con un ritrovato Ford Prefect reduce da altre avventure squinternate, e si riuniscono al mitico Marvin, sempre lamentoso e inevitabilmente depresso.

Il messaggio? Da scoprire, alla fine del libro.

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