mercoledì 27 aprile 2011

LA SOMMA DEI GIORNI - Isabel Allende

Nello stile della Allende, un’altra saga familiare.
Questa volta narrata in prima persona, esplicitamente riferita a quella grande famiglia “clan” che ha ispirato sempre i suoi romanzi.
Isabel Allende, su Isabel Allende.

Stile scorrevole, narrazione interessante.
Anche il più solitario dei caratteri potrebbe riscoprire il desiderio di far parte del Clan, di vivere il caos e le burrascose dinamiche relazioni tra i numerosi componenti di quella grande famiglia allargata.

Non ho mai letto Paula, dopo le prime righe ho rinunciato per il sentimento di oppressione e triste impotenza che trasmette. Attraverso “La Somma dei Giorni” il dramma viene ripercorso con toni più sereni, diventa possibile gestire la tristezza non più permeata di angoscia.

Libro che consiglierei per lo più a chi già legge la Allende da tempo. Per entrare nella vita di un'autrice che si conosce già.
Piacevole e divertente, contiene numerosi spunti di riflessione sulla vita, l’amore, la famiglia ed il nostro tempo.

Tre regole basilari ... nelle relazioni umane: le cose non vanno prese a livello personale, ognuno è responsabile dei propri sentimenti, la vita non è giusta

C’erano ancora molti simpatizzanti di Pinochet che non provavano vergogna ad ammetterlo. Oggi ne sono rimasti meno perché il generale perse prestigio tra i suoi sostenitori quando venne fuori la storia dei furti, delle evasioni fiscali e della corruzione. Chi aveva sorvolato sulle torture e gli assassinii non gli perdonava i milioni rubati.”

Una considerazione sugli italiani: “... arrivammo ... a Torino, una bella città di livello internazionale, ma non per gli italiani, che non si impressionano neanche davanti a Venezia o a Firenze”. Forse dovremmo guardare intorno a noi con occhi diversi.

Sulla destra cristiana in america: “Si oppongono all’aborto e a ogni forma di controllo delle nascite, eccetto l’astinenza, ma non si mobilitano contro la pena di morte o la guerra”.

E ancora, storia recente, direi attuale: “L’escalation di violenza in Medio Oriente era spaventosa e la condanna internazionale degli americani unanime, ma il presidente Bush non vi faceva caso, divagava come un pazzo, separato dalla realtà e circondato da impostori”.

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