sabato 5 gennaio 2013

DI TUTTE LE RICCHEZZE - Stefano Benni


Tempus Fugit.
Un Benni malinconico.
Un professore un tempo donnaiolo e ormai anziano, riflessioni sulla vita che scappa tra le dita, la solitudine che accompagna la vecchiaia.
La solitudine che accompagna anche altre età.

"Il professore ne ammirava il passo elastico, nonchè la grazia e l'agilità dei muscoli sotto la cresta iliaca, specialmente il trocantere e il piriforme.
Insomma, le guardava il culo."

"Chissà quanti, invece di aiutarla, l'avevano  desiderata e ricattata, Benedetta vecchiaia, pensò il professore, che ti permette di desiderare senza pretendere, di ammirare senza sfregiare, di soffrire senza far male ad altri."


Rimpianti, rimorsi.
È un libro doloroso. Il Benni scanzonato ed ironico, impietoso, pur sempre presente, lascia spazio ad un sè stesso malinconico.

"Ma io so di te e tu sai di me, non ci faremo del male. Anche se qualcuno soffrirà."

"So che oggi non sono lo stesso uomo, ma contengo quell'uomo di allora, e non si guarisce dalla propria ombra, le si affiancano soltanto nuove luci. Ma la mia ombra ogni tanto ritorna spaventosa, e la solitudine mi pare inevitabile, e giusta."

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