domenica 19 maggio 2013

IL QUADERNO DI MAYA - Isabel Allende


Una giovane poco più che adolescente ha già vissuto un'intera vita, persa.
Si ritrova in esilio.
Nel ricordo di ció che è stato, nel ricominciare una vita con un futuro.


Un pizzico di suspence, molta introspezione.

Racconti di storie tristissime, di vite perdute, sullo sfondo, sempre, il buio più nero del Cile di Pinochet.
Eppure un'incrollabile speranza, la ricchezza degli affetti, persone che creano una rete di solidarietà in cui è impossibile essere davvero soli.
Una scuola di magico ottimismo.
Malinconico e dolce.

Storie che si intrecciano, sentimenti profondi che legano per la vita. E tornano sempre, nonostante le separazioni.

L'importanza del ricordo, della condivisione, dell'esprimere per ridurre quei pesi che altrimenti schiacciano intere esistenze, impedendo di vivere.


Intenso e avvolgente, un altro bel romanzo della Allende.


"[La nonna] Ritiene che i viaggi in aereo abbiano degli inconvenienti perchè l'anima viaggia più lentamente del corpo e a volte si perde per strada; è questa la ragione per cui i piloti, come mio padre, non sono mai del tutto presenti: stanno aspettando l'anima che vaga tra le nuvole."

"I piloti lavorano molto, guadagnano poco e sono sempre stanchi; non è una professione invidiabile"

L'età, come le nuvole, è imprecisa e cangiante.


[...] non si puó costruire niente di solido sulle bugie o sulle omissioni.

"E' il genere di segreto che, se tenuto troppo nascosto, finisce per infestare la mente."

"Lasciare quella grande casa, in cui mi ero sentita così pienamente amata, rappresentò un secondo lutto. Per me fu il colpo di grazia, sentii che avevo perso tutto."

[...] che cosa sceglierei di dimenticare? Niente. Le cose negative del passato sono lezioni per il futuro [...]

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