domenica 20 ottobre 2013

LE GRANDI STORIE DELLA FANTASCIENZA - Isaac Asimov & Al.


Una raccolta di racconti del 1947, scritti da Asimov e da altri autori.

Assolutamente neofita nella lettura di testi fantascientifici, se si esclude Douglas Adams, devo dire che, superate alcune resistenze, trovo il genere piuttosto interessante.

Filo conduttore della raccolta sembra essere un pervasivo pessimismo, a tratti interrotto da una qualche speranza.
Non sempre spezzata.

Un libro interessante e coinvolgente, racconti intriganti.
Ottima lettura da spiaggia, con neuroni attivi.

"No, l'unica via del buonsenso - della sopravvivenza - è quella di abbandonare del tutto i pregiudizi di classe e di razza, operando come individui. Siamo tutti ... sì, terrestri; per noi, ogni sottoclassificazione è micidiale. Dovremo tutti vivere insieme, e tanto vale che cerchiamo di farlo al meglio".

[...] "le virtù non pratiche , come la tolleranza, la simpatia e la generosità siano diventate le necessità fondamentali della simplice sopravvivenza. Immagino sia sempre tato vero, ma ci  voluta la morte d'una metà del modo e la fine di un'era bilogica per farci toccare con mano questo semplice fatto. 
Il lavoro che ci aspetta è impressionante per la sua vastità. Abbiamo mezzo milione d'anni  di brutalità e di cupidigia, di superstizioni e di pregiudizi, da sconfiggere in poche generazioni. Se non riusciremo in questo, l'umanità sarà finita. Ma dobbiamo almeno tentare".

I figli del domani - Poul Anderson






2 commenti:

CANDIDO ha detto...

Le virtù vanno ricercate e perseguite con costanza e tenacia. Non sono infuse per grazia divina.

Buonsenso tolleranza e generosità alla base della sopravvivenza inclusiva di momenti di convivenza aperta alla accettazione al sorriso per contrastare le chiusure le sofferenze derivanti dalla sopraffazione e dagli egoismi.
Questo si vede nelle piccole cose nel rapporto con il prossimo. Se sono assenti nella quotidianità del singolo uomo, rimangono GRANDI PROCLAMI di sopravvivenza universale finalizzati a giustificare il proprio comportamento di egoismo e di intolleranza nella vita quotidiana.

La verifica della mia accettazione dell’altro è adesso. Adesso voglio aprirmi a te che mi sei antipatico, a te di cui non condivido i tuoi pensieri i tuoi comportamenti, a te che mi hai contrastato. Aprirsi con la volontà di capire le ragioni dei tuoi comportamenti. Con la mia tolleranza cerco un mondo inclusivo sul rispetto della dignità della singola persona.
Chi sono io per giudicare? Parole rivoluzionarie di Papa Francesco. Oggi non si potrà più dire: "Chi sei tu per giudicare? Sei forse il Papa?" A tutti rimane un atteggiamento di umiltà che consegue alla consapevolezza che la verità non è data ma si persegue con un processo di ricerca.
Capita che chi predica la tolleranza e l'inclusione a livello planetario, sia intollerante e aggressivo verso il proprio vicino!
Non è fantascienza, ma realtà quotidiana verificabile con un atto coraggioso di introspezione.

Gimmy dei tre porcellini ha detto...

Vorrei chiedere a Candido se parla per esperienze personali. I suoi discorsi sono da condividere, ma mi pare (mi corregga se sbaglio) di interpretare una leggera vena polemica di base... qualcuno, professandosi tollerante col mondo, non lo è stato verso di lei?