lunedì 29 dicembre 2014

L'AMORE MOLESTO - Elena Ferrante

Presente e passato si fondono, ricordi confusi eppure nitidi, dettagli di scene ed immagini che si rivelano diversi. 
Storie di antica e presente, ordinaria, violenta follia. 
Una donna muore, la figlia ne ripercorre la vita. 
Ricordi confusi, passato mescolato al presente, immagini oniriche e reali. 

"... e di nuovo mia madre, prima che diventasse mia madre, forse incalzata dall'uomo con cui avrebbe fatto all'amore, che l'avrebbe coperta col suo cognome, che l'avrebbe cancellata col suo alfabeto.

"... aveva l'imprevedibilitá di una scheggia, non potevo imporle la trappola di un unico aggettivo."

"L'infanzia è una fabbrica di menzogne che durano all'imperfetto: la mia almeno era stata cosí.

I nostri genitori sono parte di noi, che lo vogliamo o no. 
Madre e figlia si confondono nel ricordo. 
Verità e menzogna, ricordi e fantasie. Amore e violenza, tradimento vero o pensato. Molestie reali, relazioni immaginate o vissute. 
Una lettura enigmatica. 
Evoca immagini, sensazioni, sentimenti sopiti e contraddittori. 
Immagini crude, tangibili. Contrapposte a relazioni sfumate, personalitá sfuggenti. 
Una storia incompiuta e allo stesso tempo conclusa. 

Non so dire se ho apprezzato questo romanzo. Lascia un sapore che sfugge, difficile da descrivere. Forte eppure sfumato.





lunedì 22 dicembre 2014

UNA STORIA QUASI SOLTANTO MIA - Licia Pinelli, Piero Scaramucci


La Strage di Piazza Fontana. Milano, 12 dicembre1969.
Diciassette morti in un attentato. E più di ottanta feriti.
Non dovrebbe succedere mai. E' tuttora la quotidianita'.

Vengono immediatamente incolpati gli "anarchici di sinistra".
Si "scopre" dopo che gli autori sono fascisti, di destra.
Poco importa, di fronte ad una sola vita spezzata non c'e' idea che tenga, non c'è appartenenza che spieghi, non c'è affinità che giustifichi.
Nessuno ha il diritto di uccidere. Nessuno.



"Vedi, la morte è una cosa normale, come la vita, ma c'e' morte e morte. Ti viene l'odio per chi ti impone la morte, la morte in questo modo infamante, schifoso", dice Licia Pinelli.

C'e' infatti una vittima in piu'. Giuseppe Pinelli. Arrestato (o meglio fermato, e trattenuto illegalmente, a dispetto delle procedure), muore a seguito della caduta dalla finestra della Questura.
Incaricato delle indagini era il Commissario Calabresi, a sua volta assassinato nel 1972.

Il racconto di un ennesimo lutto ingiusto, di una legalità che manca, di omissioni, distorsioni, menzogne e occultamento della verità.
Testimonianza diretta di modalità che vengono messe in pratica in continuazione.
Anche ora. Oggi.
Ai fatti vengono sostituite le opinioni. Quando qualcuno, caparbiamente, in solitudine contro un sistema perverso, ricerca la verità, quando qualcuno finalmente ne trova dei frammenti, crudi, crudeli, evidenti, disarmanti ... allora è tardi. Non importa a nessuno.
E' cronaca del passato, il pubblico se ne dimentica.
Si dovrebbe imparare dalla storia. Non succede mai.

Un libro amaro. Un racconto semplicissimo. Pacato e drammatico.
La forza di una persona sola che ha il coraggio e la voglia di rimanere fedele a sé stessa.
Una figura imponente, Licia Pinelli.
Uno Stato assente. Lo Stato di Diritto, in Italia. Non c'è.

"Non mi sento sconfitta perché ho fatto tutto quello che potevo fare nell'ambito della legalità. Gli sconfitti sono coloro che non hanno avuto il coraggio di arrivare a scoprire la verità".

"Ma io sono sempre piu' attratta da quel che dicono le persone che da come si presentano".
"Se c'é una persona che desidera la pace sono io, e non ho mai vissuto in pace, sempre in guerra".


"Le cose cambiano", ma io sento solo: dovrebbero cambiare, perlomeno si fa in modo che cambino. E provo qualcosa che adesso potrei dire disagio, ma non e' disagio, e' come una speranza inutile, qualcosa che ti dice dentro che tanto non se ne fa niente, che e' solo illusione. Come quando credi allo Stato di diritto, la stessa sensazione."

"Bisognava rovesciare il tutto, e non lo puoi fare sotto l'impulso dei sentimenti. Dovevo riuscire a dissociarmi. La notte era mia e il giorno era un'altra cosa."

- Per lei, tutti i poliziotti sono cattivi?
- Io - le ho detto - ho denunciato i poliziotti che erano nella stanza, non tutti i poliziotti in blocco.

"Si dice durezza ma poi è la volontà di non cedere mai, nonostante tutto. C'è della gente che non cederebbe a una involuzione. Stanno attenti, osservano come sta andando questo paese, sono pronti a ribellarsi se le cose andassero in un certo modo. I perdenti in partenza che però non si arrendono mai."

Lella Costa commenta, tra l'altro, che "C'è sempre un sovrappiù di ingiustizia per le donne, uno schifoso surplus di insulti e indecenza", e di seguito, riferendosi alla voce di Licia Pinelli, "una voce bellissima, profonda, nobile e potente": "Forse, se avessimo potuto ascoltarla, più di quarant'anni fa, insieme a quella del suo amatissimo consorte e di tanti altri come loro, la storia di questo paese sarebbe stata diversa. E saremmo stati salvi".



mercoledì 12 novembre 2014

IL TORTO DEL SOLDATO - Erri De Luca

Un altro breve, delicatissimo romanzo di Erri De Luca. 
Marinaio scalatore, solitario.
Scrittore.

Due storie che si intrecciano, lo sfondo della Seconda Guerra Mondiale. 
Un criminale di guerra convinto del valore della propria missione, che dal suo punto di vista non ha avuto nulla di atroce.

Un tocco di "magia", o forse pù una profezia che si autoavvera. 

Un romanzo coinvolgente, si legge in poco tempo, lascia un sapore dolce ed amaro, come spesso i libri di De Luca sanno fare.
La trama va lasciata leggere, non può essere raccontata. 
Ecco, come di consueto, qualche frammento di testo.

"Mi pesa invece la disperazione di un uomo che aveva un pozzo di inchiostro da intingere e gli fu sigillato con un pezzo di piombo nel cervello".

"Chiamavano Aussiedlung, "trasferimento", l'invio nei treni blindati ai campi di annientamento. Spacciavano vocabolario falso a copertura. I poteri lo fanno e spetta agli scrittori restituire il nome delle cose."

"Personalmente non riconosco niente di puro nella verità. La vedo nel crollo di una negazione, nell'entrata delle truppe sovietiche nel campo di strage di Treblinka. Non è una scoperta, ma la scoperchiatura dell'infamia. La vedo nella decomposizione di una menzogna, fertile per questo. La vedo nella muffa che insegnò la penicillina a Fleming".


"Il torto del soldato è la sconfitta. La vittoria giustifica tutto".
[...]
"Se le cose stanno come dice lui, il torto del soldato è l'obbedienza"

"E' stata un casellario giudiziario, la storia, una sequenza di crimini."

domenica 28 settembre 2014

UN CORPO DA ASCOLTARE - Marco Gradassi

Un ragazzo con dei problemi di salute.
Un professore.
Un bosco.

Tante metafore.

Un breve romanzo, ma anche un saggio "divulgativo".
Lettura scorrevolissima, argomenti interessanti.

La trama è un pretesto per condurre il lettore in un viaggio dentro sè stesso, per riflettere sul senso della vita (ma ce l'ha davvero un senso?), sui segnali che il nostro corpo ci lancia per richiamare la nostra attenzione.

Un susseguirsi di metafore, una carrellata di pensieri filosofici e spirituali che poi conducono sistematicamente a suggerire una maggiore consapevolezza terrena, presente, concreta.

Ha un senso la malattia?
Qualcuno può pensare ad un disegno divino, qualcuno al caso (sotto forma di "sfiga"), qualcuno può cercare aiuto nella "magia" o nella spiritualità.
L'autore suggerisce di pensare a corpo e mente come ad un tutt'uno biologico. 
Di guardare al malessere come ad un impulso, una spinta, un segnale per uscire da una situazione "stretta" e cercare di trovare una propria dimensione. Molto probabilmente diversa, nuova.
Senza fuggire,

Molto intelligente il pretesto delle citazioni "bibliche", il riferimento a pratiche spirituali, religiose, filosofiche, per lasciare libero il lettore di dare la propria interpretazione alla "ricerca di senso", e nel contempo per guidarlo ad una visione più terrena, logica, materiale.
Vengono così proposti in termini semplici, quasi casuali, costrutti complessi quali lo stress (quale meccanismo di adattamento orientato a ripristinare un equilibrio e a sfuggire al pericolo).
Viene raccontata la potenza dei condizionamenti sociali, della famiglia di origine, delle nostre aspettative. Vengono raccontati alcuni "meccanismi di difesa".
Viene denunciata la nostra personale ed inconsapevole "fuga dalla libertà".

Si parla di scelte, di movimento, di cambiamento, di possibilità, di evoluzione personale, di crescita, di fuga da e tensione verso, di consapevolezza, di dolore, di sentimenti, di sensazioni. 

Questo, e molto altro. In un libro che sarebbe bene leggere più di una volta.
Per scoprire più diverse possibili interpretazioni.

Qualche assaggio, che estratto dal contesto non rende giustizia alla struttura né al contenuto del libro, per lo più ben articolati e studiati in modo molto attento.

"L'idea di non risalire da dove era caduto, forse dettata dalla paura che accadesse di nuovo, fu il primo di tanti errori che quel giorno ebbe modo di vedere".

"Giorno dopo giorno si concretizza la "filosofia del rinvio" della gioia, a favore della rinuncia e del sacrificio"

"Abbiamo dovuto inventare i reality perché ormai l'essere veri è così raro che per vederlo deve essere rappresentato in un teatro tragicomico in onda tutte le sere alle venti e trenta"


"L'uomo non poteva che inventare un sistema d'intelligenza che si basasse sul funzionamento della propria intelligenza.
E' il motivo per cui ci immaginiamo Dio a forma di vecchio saggio, o altre forme di vita nell'universo con un profilo umanoide. 
Non possiamo creare nulla che già non conosciamo".

Due vie per "stare meglio".
L'accettazione (non passiva e rassegnata, bensì ragionata e consapevole). Via difficilissima. Meno difficile dell'altra: il cambiamento.

Un romanzo-saggio interessante, che può essere letto a vari livelli ed interpretato in una varietà di modi. Lo consiglierei sia agli "addetti ai lavori" che a chi semplicemente abbia voglia di leggerlo.

"La sensazione del troppo tardi, una sensazione che uccide la speranza, ci attende al varco di un'altra stagione della nostra vita."

lunedì 22 settembre 2014

EXTRATERRESTRE ALLA PARI - Bianca Pitzorno


Cosa succederebbe se non conoscessimo il sesso cui appartengono i nostri figli finché questi non raggiungano l'età adulta?
Se l'educazione dei ragazzi e l'interazione tra le persone fosse indipendente dall'appartenenza di genere?

Un delizioso romanzo per ragazzi e adulti.
Con le caratterizzazioni dai contorni fin troppo definiti, tipiche dei racconti per ragazzi, Bianca Pitzorno induce a riflettere.
Pur ormai datato, non si può ritenere superato.

Divertente ed interessante, non può mancare nella libreria di ragazzi e genitori.

Mo è extraterrestre. Sul suo Pianeta le persone non conoscono il proprio sesso fino all'età adulta, nonostante questo sia già definito fin dalla nascita.
A nessuno importa. Le persone sono libere di sviluppare sé stesse seguendo i propri interessi e le proprie inclinazioni.
Mo è ospite di una famiglia terrestre, dove dovrà fermarsi 10 anni. Ha un'età corrispondente ai 10 anni terrestri.
La prima preoccupazione della famiglia terrestre è quella di stabilire se Mo sia un ragazzo o una ragazza, condizione senza la quale i "genitori" terrestri non sono in grado di relazionarsi in modo "adeguato" con l'ospite.

Una lucida denuncia dell'illogicità legata ai tradizionali ruoli di genere, dell'irrazionale resistenza a guardare le situazioni e soprattutto le persone per quelle che sono.
E un suggerimento a riflettere sulle "origini" delle differenze che tra i generi sembrano essere così evidentemente osservabili. Anche quando non lo sono.

Assolutamente da leggere.
"Che la questione avesse per i terrestri un'importanza fondamentale, Mo l'aveva capito fin dal primo momento"

"Scusate, certo che è importante! Visto che Mo deve restare dieci anni a casa nostra. Se non sappiamo se è maschio o femmina, in quale modo ci dovremmo comportare con lui? O con lei? ... insomma, con Mo, accidenti, qualunque cosa sia!"

"cosa significa "in che modo comportarvi?" Non capisco quali dubbi possiate avere. Era stato chiarito tutto nelle lettere, mi pare. Vi eravate impegnati ad essere gentili con Mo, a comportarvi esattamente come se si fosse trattato di un vostro figlio"

"Per aiutarli a crescere ci serve conoscere il carattere dei nostri bambini, le loro tendenze, i loro desideri, i loro punti deboli ... non se sono maschi o femmine ... Questo interesserà semmai loro, quando da adulti desidereranno metter su famiglia. Se ne avranno voglia, visto che su Deneb non è obbligatorio ..."
"Neanche da noi sulla Terra è obbligatorio" 
"Davvero? mi era parso di sì" rispose la denebiana "Evidentemente sbagliavo"

"Ma neppure in quel momento di disperazione la signora Lucilla ebbe il buon senso di pensare che, se avesse abituato Mo e il signor Nicola a avere  cura di Maurizio, ora non si sarebbero trovati così a mal partito"

"All'inizio Andrea aveva adottato la tattica che usava le rare volte che sua madre gli chiedeva qualche aiuto in casa. Non si rifiutava, ma faceva le cose talmente male che la volta successiva sua madre preferiva chiedere quel favore a Caterina.
Con Mo non aveva funzionato. Pretendeva che Andrea ripetesse l'operazione anche dieci volte, fino a eseguirla a regola d'arte".

"Se lo interrogavano, rispondeva a monosillabi e cercava di non sbilanciarsi. Su Deneb questa gli sarebbe sembrata una ipocrisia, ma sulla Terra si chiamava essere diplomatici".

"E lo sai, Tar, che se una donna non è considerata bella, tutti la criticano anche se è brava e intelligente e non va bene nè per sposarsi, perchè gli uomnini vogliono la moglie bella, né per lavorare, perché le richiedono la "bella presenza"? Invece un uomo può essere brutto come un maiale e viene stimato lo stesso sia come marito che nel lavoro."

Un romanzo per ragazzi la cui lettura è imprescindibile anche per gli adulti.
Leggero e nello stesso tempo profondo.
Lettura scorrevole e poco impegnativa, argomenti di notevole spessore.
Un crescendo di significati. L'avevo letto anni fa, ricordavo fosse un gran bel libro.
Mi ricredo. Bianca Pitzorno ha scritto un piccolo capolavoro.
Consigliatissimo. A tutti.




domenica 21 settembre 2014

VALERIO VALERI E IL CASO STERN-PENNISI - Nicola Pettorino

Due morti. Un caso subito risolto ed archiviato. 
Ma due morti in un solo giorno sono troppi.
Un giornalista che ha perso la voglia di vivere, un padre che chiede giustizia per il figlio. 
Un romanzo "giallo", di scorrevole lettura. 

Dopo "Il Quarto d'Ora Granata", Nicola Pettorino propone questa nuova vicenda.

Un libro scorrevole e "leggero", ottimo per un pomeriggio rilassante. 
Lettura molto spedita, trama che cattura l'interesse.
Personaggi "veri", nel bene e nel male.

"Bello schifo, Luca. Quando ero giovane gli operai scioperavano per l'aumento del salario e il miglioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. Adesso si protesta per conservare il lavoro, stiamo proprio tornando indietro, - constatò con amarezza"

" - Non vorrei in nessun modo ferirti.
 - Le bugie feriscono, Valerio. Stai tranquillo."

Enzo pensò che, magari, a quei tempi si sarebbero trovati su opposte barricate. "Sempre meglio di adesso: nessuno crede più in niente, nessuna fede, nessun ideale, solo i soldi, le macchine di lusso, la casa al mare, la vita facile. La cura maniacale delle apparenze. Che schifo di tempi"
Anche questo libro ha un valore aggiunto: il ricavato della vendita è devoluto interamente all'associazione Amici dei Bambini Cardiopatici dell'Ospedale Regina Margherita di Torino.

Ricordo ancora una volta che la mia impressione positiva su questo specifico romanzo potrebbe essere distorta.
Ma siccome di solito non leggo per svago qualcosa che non mi piace, e la compagnia di questo libro è stata davvero piacevole, propenderei per consigliarne la lettura, senza troppe remore.

lunedì 1 settembre 2014

IL FIUME DELLA VITA - Philip Jose' Farmer

Cosa succederebbe se l'umanità tutta si trovasse dopo la morte riunita lungo le rive di un fiume di indefinita lunghezza, rive costeggiate da catene montuose impossibili da valicare?

Se persone provenienti da epoche e luoghi diversi, si trovassero a contatto improvvisamente e senza sapere il perché, a dispetto delle distanze spazio-temporali che durante la loro "precedente" esistenza avevano impedito che si conoscessero?

Interessante romanzo fantascientifico, scorrevole e a tratti divertente.
Lo consiglierei anche a chi non è appassionato del genere.
Dopo un'incipit piuttosto "faticoso" da superare, la storia (o meglio le storie) che si articolano lungo la riva del fiume catturano l'interesse.
Come molti romanzi, può essere letto a diversi livelli. 

Esaurita l'ultima pagina, la voglia di proseguire con la lettura degli altri romanzi del "Ciclo del Mondo del Fiume" è viva. Il che rende onore all'autore. 


domenica 31 agosto 2014

UN'OMBRA BEN PRESTO SARAI - Osvaldo Soriano

Romanzo onirico, in qualche modo.
Trasmette un senso di pervadente tristezza, oppressione, inquietudine.
Personaggi con una storia che non sanno nemmeno raccontare, tra sottintesi e deliberate bugie, tra ricordi ed illusioni.

Una carrellata di personaggi circensi, in senso figurato ma anche letterale.

Una storia circolare, come il vagare senza raggiungere di queste persone perse.

Disarmante il linguaggio usato per descrivere la concretezza degli stati d'animo, che vengono inferiti o solo immaginati a partire da situazioni reali, prosaiche, descritte apparentemente in superficie.

Non è una lettura leggera. Non è una lettura facile.
Forse richiede una seconda, più approfondita immersione in questo mondo difficile da comprendere.


giovedì 29 maggio 2014

IL QUARTO D'ORA GRANATA - Nicola Pettorino

Un romanzo che scorre, si legge in poco tempo.
Vite che si intrecciano in una Torino contemporanea. 
I personaggi sono caratterizzati in modo semplice, netta la separazione tra il "bene" ed il "male".

Una storia delicata, tematiche particolarmente "pesanti" affrontate semplicemente, quasi sfiorate. 
Un senzatetto, una madre sola, un bambino affidato ai servizi sociali.
Molte ingiustizie ed una colonna mobile di solidarietà.
Un tantino poco realistico nel buonismo che lo pervade, questo breve romanzo è un'ottima compagnia per una lettura disimpegnata ma non  superficiale.

Vite vere, vite difficili. Persone che si incontrano. Legami che vanno oltre le apparenze. Storie di condivisione. Miscugli di varia umanità.
Quando tutto sembra perduto, quando un futuro non pare possibile, offrire un aiuto a chi è altrettanto in difficoltà può rappresentare un'ancora di salvezza. Ed essere l'avvio verso un nuovo inizio.

Un libro benefico: il ricavato della vendita del libro devoluto interamente all'associazione Amici dei Bambini Cardiopatici dell'Ospedale Regina Margherita di Torino.

Consapevole del fatto che il mio giudizio non può essere oggettivo, poiché questo libro riveste un particolare valore affettivo per me, ne consiglio la lettura tutta d'un fiato, in una parentesi di evasione.