domenica 28 settembre 2014

UN CORPO DA ASCOLTARE - Marco Gradassi

Un ragazzo con dei problemi di salute.
Un professore.
Un bosco.

Tante metafore.

Un breve romanzo, ma anche un saggio "divulgativo".
Lettura scorrevolissima, argomenti interessanti.

La trama è un pretesto per condurre il lettore in un viaggio dentro sè stesso, per riflettere sul senso della vita (ma ce l'ha davvero un senso?), sui segnali che il nostro corpo ci lancia per richiamare la nostra attenzione.

Un susseguirsi di metafore, una carrellata di pensieri filosofici e spirituali che poi conducono sistematicamente a suggerire una maggiore consapevolezza terrena, presente, concreta.

Ha un senso la malattia?
Qualcuno può pensare ad un disegno divino, qualcuno al caso (sotto forma di "sfiga"), qualcuno può cercare aiuto nella "magia" o nella spiritualità.
L'autore suggerisce di pensare a corpo e mente come ad un tutt'uno biologico. 
Di guardare al malessere come ad un impulso, una spinta, un segnale per uscire da una situazione "stretta" e cercare di trovare una propria dimensione. Molto probabilmente diversa, nuova.
Senza fuggire,

Molto intelligente il pretesto delle citazioni "bibliche", il riferimento a pratiche spirituali, religiose, filosofiche, per lasciare libero il lettore di dare la propria interpretazione alla "ricerca di senso", e nel contempo per guidarlo ad una visione più terrena, logica, materiale.
Vengono così proposti in termini semplici, quasi casuali, costrutti complessi quali lo stress (quale meccanismo di adattamento orientato a ripristinare un equilibrio e a sfuggire al pericolo).
Viene raccontata la potenza dei condizionamenti sociali, della famiglia di origine, delle nostre aspettative. Vengono raccontati alcuni "meccanismi di difesa".
Viene denunciata la nostra personale ed inconsapevole "fuga dalla libertà".

Si parla di scelte, di movimento, di cambiamento, di possibilità, di evoluzione personale, di crescita, di fuga da e tensione verso, di consapevolezza, di dolore, di sentimenti, di sensazioni. 

Questo, e molto altro. In un libro che sarebbe bene leggere più di una volta.
Per scoprire più diverse possibili interpretazioni.

Qualche assaggio, che estratto dal contesto non rende giustizia alla struttura né al contenuto del libro, per lo più ben articolati e studiati in modo molto attento.

"L'idea di non risalire da dove era caduto, forse dettata dalla paura che accadesse di nuovo, fu il primo di tanti errori che quel giorno ebbe modo di vedere".

"Giorno dopo giorno si concretizza la "filosofia del rinvio" della gioia, a favore della rinuncia e del sacrificio"

"Abbiamo dovuto inventare i reality perché ormai l'essere veri è così raro che per vederlo deve essere rappresentato in un teatro tragicomico in onda tutte le sere alle venti e trenta"


"L'uomo non poteva che inventare un sistema d'intelligenza che si basasse sul funzionamento della propria intelligenza.
E' il motivo per cui ci immaginiamo Dio a forma di vecchio saggio, o altre forme di vita nell'universo con un profilo umanoide. 
Non possiamo creare nulla che già non conosciamo".

Due vie per "stare meglio".
L'accettazione (non passiva e rassegnata, bensì ragionata e consapevole). Via difficilissima. Meno difficile dell'altra: il cambiamento.

Un romanzo-saggio interessante, che può essere letto a vari livelli ed interpretato in una varietà di modi. Lo consiglierei sia agli "addetti ai lavori" che a chi semplicemente abbia voglia di leggerlo.

"La sensazione del troppo tardi, una sensazione che uccide la speranza, ci attende al varco di un'altra stagione della nostra vita."

lunedì 22 settembre 2014

EXTRATERRESTRE ALLA PARI - Bianca Pitzorno


Cosa succederebbe se non conoscessimo il sesso cui appartengono i nostri figli finché questi non raggiungano l'età adulta?
Se l'educazione dei ragazzi e l'interazione tra le persone fosse indipendente dall'appartenenza di genere?

Un delizioso romanzo per ragazzi e adulti.
Con le caratterizzazioni dai contorni fin troppo definiti, tipiche dei racconti per ragazzi, Bianca Pitzorno induce a riflettere.
Pur ormai datato, non si può ritenere superato.

Divertente ed interessante, non può mancare nella libreria di ragazzi e genitori.

Mo è extraterrestre. Sul suo Pianeta le persone non conoscono il proprio sesso fino all'età adulta, nonostante questo sia già definito fin dalla nascita.
A nessuno importa. Le persone sono libere di sviluppare sé stesse seguendo i propri interessi e le proprie inclinazioni.
Mo è ospite di una famiglia terrestre, dove dovrà fermarsi 10 anni. Ha un'età corrispondente ai 10 anni terrestri.
La prima preoccupazione della famiglia terrestre è quella di stabilire se Mo sia un ragazzo o una ragazza, condizione senza la quale i "genitori" terrestri non sono in grado di relazionarsi in modo "adeguato" con l'ospite.

Una lucida denuncia dell'illogicità legata ai tradizionali ruoli di genere, dell'irrazionale resistenza a guardare le situazioni e soprattutto le persone per quelle che sono.
E un suggerimento a riflettere sulle "origini" delle differenze che tra i generi sembrano essere così evidentemente osservabili. Anche quando non lo sono.

Assolutamente da leggere.
"Che la questione avesse per i terrestri un'importanza fondamentale, Mo l'aveva capito fin dal primo momento"

"Scusate, certo che è importante! Visto che Mo deve restare dieci anni a casa nostra. Se non sappiamo se è maschio o femmina, in quale modo ci dovremmo comportare con lui? O con lei? ... insomma, con Mo, accidenti, qualunque cosa sia!"

"cosa significa "in che modo comportarvi?" Non capisco quali dubbi possiate avere. Era stato chiarito tutto nelle lettere, mi pare. Vi eravate impegnati ad essere gentili con Mo, a comportarvi esattamente come se si fosse trattato di un vostro figlio"

"Per aiutarli a crescere ci serve conoscere il carattere dei nostri bambini, le loro tendenze, i loro desideri, i loro punti deboli ... non se sono maschi o femmine ... Questo interesserà semmai loro, quando da adulti desidereranno metter su famiglia. Se ne avranno voglia, visto che su Deneb non è obbligatorio ..."
"Neanche da noi sulla Terra è obbligatorio" 
"Davvero? mi era parso di sì" rispose la denebiana "Evidentemente sbagliavo"

"Ma neppure in quel momento di disperazione la signora Lucilla ebbe il buon senso di pensare che, se avesse abituato Mo e il signor Nicola a avere  cura di Maurizio, ora non si sarebbero trovati così a mal partito"

"All'inizio Andrea aveva adottato la tattica che usava le rare volte che sua madre gli chiedeva qualche aiuto in casa. Non si rifiutava, ma faceva le cose talmente male che la volta successiva sua madre preferiva chiedere quel favore a Caterina.
Con Mo non aveva funzionato. Pretendeva che Andrea ripetesse l'operazione anche dieci volte, fino a eseguirla a regola d'arte".

"Se lo interrogavano, rispondeva a monosillabi e cercava di non sbilanciarsi. Su Deneb questa gli sarebbe sembrata una ipocrisia, ma sulla Terra si chiamava essere diplomatici".

"E lo sai, Tar, che se una donna non è considerata bella, tutti la criticano anche se è brava e intelligente e non va bene nè per sposarsi, perchè gli uomnini vogliono la moglie bella, né per lavorare, perché le richiedono la "bella presenza"? Invece un uomo può essere brutto come un maiale e viene stimato lo stesso sia come marito che nel lavoro."

Un romanzo per ragazzi la cui lettura è imprescindibile anche per gli adulti.
Leggero e nello stesso tempo profondo.
Lettura scorrevole e poco impegnativa, argomenti di notevole spessore.
Un crescendo di significati. L'avevo letto anni fa, ricordavo fosse un gran bel libro.
Mi ricredo. Bianca Pitzorno ha scritto un piccolo capolavoro.
Consigliatissimo. A tutti.




domenica 21 settembre 2014

VALERIO VALERI E IL CASO STERN-PENNISI - Nicola Pettorino

Due morti. Un caso subito risolto ed archiviato. 
Ma due morti in un solo giorno sono troppi.
Un giornalista che ha perso la voglia di vivere, un padre che chiede giustizia per il figlio. 
Un romanzo "giallo", di scorrevole lettura. 

Dopo "Il Quarto d'Ora Granata", Nicola Pettorino propone questa nuova vicenda.

Un libro scorrevole e "leggero", ottimo per un pomeriggio rilassante. 
Lettura molto spedita, trama che cattura l'interesse.
Personaggi "veri", nel bene e nel male.

"Bello schifo, Luca. Quando ero giovane gli operai scioperavano per l'aumento del salario e il miglioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. Adesso si protesta per conservare il lavoro, stiamo proprio tornando indietro, - constatò con amarezza"

" - Non vorrei in nessun modo ferirti.
 - Le bugie feriscono, Valerio. Stai tranquillo."

Enzo pensò che, magari, a quei tempi si sarebbero trovati su opposte barricate. "Sempre meglio di adesso: nessuno crede più in niente, nessuna fede, nessun ideale, solo i soldi, le macchine di lusso, la casa al mare, la vita facile. La cura maniacale delle apparenze. Che schifo di tempi"
Anche questo libro ha un valore aggiunto: il ricavato della vendita è devoluto interamente all'associazione Amici dei Bambini Cardiopatici dell'Ospedale Regina Margherita di Torino.

Ricordo ancora una volta che la mia impressione positiva su questo specifico romanzo potrebbe essere distorta.
Ma siccome di solito non leggo per svago qualcosa che non mi piace, e la compagnia di questo libro è stata davvero piacevole, propenderei per consigliarne la lettura, senza troppe remore.

lunedì 1 settembre 2014

IL FIUME DELLA VITA - Philip Jose' Farmer

Cosa succederebbe se l'umanità tutta si trovasse dopo la morte riunita lungo le rive di un fiume di indefinita lunghezza, rive costeggiate da catene montuose impossibili da valicare?

Se persone provenienti da epoche e luoghi diversi, si trovassero a contatto improvvisamente e senza sapere il perché, a dispetto delle distanze spazio-temporali che durante la loro "precedente" esistenza avevano impedito che si conoscessero?

Interessante romanzo fantascientifico, scorrevole e a tratti divertente.
Lo consiglierei anche a chi non è appassionato del genere.
Dopo un'incipit piuttosto "faticoso" da superare, la storia (o meglio le storie) che si articolano lungo la riva del fiume catturano l'interesse.
Come molti romanzi, può essere letto a diversi livelli. 

Esaurita l'ultima pagina, la voglia di proseguire con la lettura degli altri romanzi del "Ciclo del Mondo del Fiume" è viva. Il che rende onore all'autore.