lunedì 29 dicembre 2014

L'AMORE MOLESTO - Elena Ferrante

Presente e passato si fondono, ricordi confusi eppure nitidi, dettagli di scene ed immagini che si rivelano diversi. 
Storie di antica e presente, ordinaria, violenta follia. 
Una donna muore, la figlia ne ripercorre la vita. 
Ricordi confusi, passato mescolato al presente, immagini oniriche e reali. 

"... e di nuovo mia madre, prima che diventasse mia madre, forse incalzata dall'uomo con cui avrebbe fatto all'amore, che l'avrebbe coperta col suo cognome, che l'avrebbe cancellata col suo alfabeto.

"... aveva l'imprevedibilitá di una scheggia, non potevo imporle la trappola di un unico aggettivo."

"L'infanzia è una fabbrica di menzogne che durano all'imperfetto: la mia almeno era stata cosí.

I nostri genitori sono parte di noi, che lo vogliamo o no. 
Madre e figlia si confondono nel ricordo. 
Verità e menzogna, ricordi e fantasie. Amore e violenza, tradimento vero o pensato. Molestie reali, relazioni immaginate o vissute. 
Una lettura enigmatica. 
Evoca immagini, sensazioni, sentimenti sopiti e contraddittori. 
Immagini crude, tangibili. Contrapposte a relazioni sfumate, personalitá sfuggenti. 
Una storia incompiuta e allo stesso tempo conclusa. 

Non so dire se ho apprezzato questo romanzo. Lascia un sapore che sfugge, difficile da descrivere. Forte eppure sfumato.





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