venerdì 16 gennaio 2015

L'OMBRA DEL VENTO - Carlos Ruiz Zafòn

"Un giorno sentii dire da un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli davvero il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale - non importa quanti altri libri leggeremo, quanti mondi scopriremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo - prima o poi faremo ritorno."

Barcellona, 1945-1966
Protagonisti di questo romanzo sono i libri, coloro che li scrivono, coloro che li leggono.
Un romanzo intrigante e coinvolgente, che precipita il lettore in tempi lontani eppure vicinissimi. Personaggi ambigui, sentimenti contrastanti. Misteri e vicende che si sovrappongono ed intrecciano.


"... non fidarti mai di nessuno, Daniel, tanto meno delle persone che ammiri. Sono loro a pugnalarti alle spalle."

 "Le invenzioni bizzarre e i congegni meccanici erano la sua passione, e ben presto scoprii che efettuava autopsie su ogni tipo di oggetto, dai grammofoni alle calcolatrici, par carpirne i segreti."

"... a questo mondo gli ultimi a morire sono i pregiudizi."

"Sono poche le ragioni per dire la verità, mentre quelle per mentire sono infinite."

"... Juanito sa solo scoreggiare mentre gli altri ridono e aspirano il tanfo. Come vede, l'organizzazione sociale dell'ospizio non differisce molto da quella del mondo esterno".

"Se il buon Dio mi avesse dotato di un bacino adeguato, avrei potuto partotirla io, tanto bene la conosco" [...] "L'ansia è la ruggine dell'anima".

Una buona compagnia nei pomeriggi invernali.
Ispira sorrisi e riflessioni.
Si legge volentieri, dall'inizio alla fine.

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