giovedì 12 marzo 2015

TRATTATO DI ATEOLOGIA - Michel Onfray

Un saggio illuminato ed illuminante.
Argomento attualissimo, in un'epoca in cui tornano prepotentemente in primo piano le religioni, quali giustificazioni, pretesti, strumenti, per avvallare la violenza verbale, psicologica, fisica.

Religioni mortali.

Onfray presenta un interessantissimo percorso nella storia della filosofia, per risalire dapprima alle origini dell'ateismo, per poi passare in rassegna le caratteristiche dei tre monoteismi, e proporre infine una laicità dalla quale siamo ben lontani.

E' un saggio che si legge d'un fiato, cattura ed interessa. Uno spunto di riflessione ben argomentato e radicato, un invito alla libertà intellettuale, al libero pensiero, all'uso della ragione, alla lettura della storia.

"Nel momento in cui l'11 settembre visto dagli Stati Uniti, dunque dall'Occidente, costringe ognuno di noi a una scelta di campo nella guerra di religione che contrapporrebbe ebraismo e cristianesimo all'islam, è legittimo volersi sottrarre ai termini dell'alternativa posta dai protagonisti e optare per una posizione nietzschiana: né ebraico-cristiano né musulmano, per la buona ragione che questi belligeranti non fanno altro che portare avanti la loro guerra di religione ... [...]
[...] Come dire venticinque secoli di istigazioni al crimine da una parte e dall'altra!
Lezione di Nietzsche: fra i tre monoteismi, non scegliere è legittimo. 
E non optare per Israele o per gli USA non obbliga di fatto a diventare compagno di strada dei talebani".


"Nel nome di Dio, la Storia ne è testimone, i tre monoteismi fanno scorrere incredibili fiumi di sangue per secoli! Guerre, spedizioni punitive, massacri, assassini, colonialismo, etnocidi, genocidi, crociate, inquisizioni, oggi l'iperterrorismo planetario ... 
Decostruire i monoteismi, demistificare la religione ebraico-cristiana  - ma anche l'islam, ovviamente -, poi smontare la teocrazie, ecco tre cantieri inaugurali per l'ateologia."

Se la logica non basta, se studiare la storia risulta noioso e poco interessante, se la paura della morte e l'incapacità di affrontare la realtà non bastano, se c'è la necessità di affidarsi ad un potere esterno ed impalpabile per seguire un'etica, se si pensa che il Bene nel Mondo possa essere perseguito soltanto credendo in un qualche Dio, ebbene (pag. 50-51)
[...] scavare nell'idea che proprio a causa dell'esistenza di Dio tutto sia permesso [...]  Se l'esistenza di Dio, indipendentemente dalla sua forma ebraica, cristiana o musulmana, premunisse appena dall'odio, dal saccheggio, dall'immoralità, dalla concussione, dallo spergiuro, dalla violenza, dal disprezzo, dalla cattiveria, dal crimine, dalla corruzione, dalla furbizia, dalla falsa testimonianza, dalla depravazione, dalla pedofilia, dall'infanticidio, dalla crapula, dalla perversione [...] L'esistenza di Dio, mi sembra, nella storia ha generato in suo nome ben più battaglie, massacri, conflitti e guerre che pace, serenità, amore del prossimo, perdono dei peccati o tolleranza.

Se nelle scuole le ore di "religione" fossero sostituite dalla storia delle religioni, il trattato di ateologia potrebbe essere un testo di riferimento. Per imparare a ragionare e a conoscere.
 
Un libro da leggere e divulgare. Per adulti e ragazzi.
La lettura è più scorrevole di quanto si possa pensare, ironico e a tratti molto divertente. induce a riflettere. E stimola un approfondimento.
Intelligente e interessante.








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