domenica 26 luglio 2015

IL BAMBINO CON I PETALI IN TASCA - Amosh Irani

Un romanzo tristissimo. Delicato, molto bello.
Ma inesorabilmente tragico, amaro. Triste. 
Chamdi è un bambino che ha vissuto sempre in orfanatrofio, nell'immensa, insidiosa, contraddittoria Bombay.
Vive di sogni e speranza, nel suo mondo protetto all'ombra della bouganvillea che cresce nel cortile. Sogna un posto nuovo, "Kahunsha", la "città senza tristezza".
L'orfanatrofio sarà presto chiuso, l'immobile deve passare di mano. La direttrice gli consegna il panno in cui era avvolto quando un uomo lo ha depositato lì, dieci anni prima.
Chamdi scappa, una notte decide di andare a Bombay alla ricerca di quell'uomo, probabilmente suo padre. 
Lì inizia la vita da ragazzo di strada, e cerca di dare un senso all'orrore con i suoi occhi di bimbo. Ma un senso probabilmente non c'è.
Un romanzo durissimo. E piuttosto crudo. L'autore descrive gli odori, gli umori, gli orrori. In modo tanto semplice ed altrettanto efficace. Vero, reale. Immagini vive e raccapriccianti. 



Consigliato a chi ha lo stomaco forte. 
Una lettura coinvolgente e terribile.



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