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venerdì 18 maggio 2018

NEI BOSCHI ETERNI - Fred Vargas

Fantasmi e Ombre. Una casa infestata, un'assassina dissociata che riemerge dal passato. Come da copione, la realtà è ben diversa da come appare. 

Superstizione e magia si mescolano a un più prosaico odio mortale. Il sovrannaturale e l'umano convivono in una dimensione sola.

Scorre facilmente anche questo giallo di Vargas. 

"[...] aveva scelto come motto che il disfattismo l'avrebbe protetta dalla speranza."

I fantasmi del passato, quelli sono reali, tornano e sono più umani che mai. 

"Improvvisa o graduale?"  "C'è differenza? L'irrompere di una sensazione è soltanto il punto d' arrivo di una gradualità nascosta, che non viene necessariamente percepita".

"Ma aveva fatto come gli altri: aveva detto il suo segreto a una persona. Una, ed era una di troppo." 

"Capitano, non trova che ci dia già abbastanza grane quello che pensiamo davvero senza doverci preoccupare anche di quello che avremmo potuto pensare se lo avessimo pensato?" 

 

domenica 13 maggio 2018

SOTTO I VENTI DI NETTUNO - Fred Vargas

Trasferta in Canada per la squadra francese di Adamsberg. Viaggio tormentato per l'insostituibile Danglard, viaggio pericoloso per il commissario. 
Strani omicidi, tutti risolti in fretta e senza difficoltà, senza apparenti legami l'uno con l'altro, nel corso di decenni. 
Adamsberg che sa, Adamsberg è coinvolto, Adamsberg non viene preso sul serio. Adamsberg rischia, questa volta in modo serio. 

La sua squadra deve lavorare per tirarlo fuori dai guai. Lavoro difficile, vicenda come sempre improbabile, romanzo avvincente, come gli altri.
Se non si cerca una trama verosimile, se non si insegue un "caso" realistico. 

Se si apprezza l'immersione in un mondo abitato da cacciatori di nuvole. 

Divertente la traduzione del francese-canadese, grottesco linguaggio che strappa sorrisi.

"Esatto. Certo punto, è proprio quando hai il blues che prendi dentro più rami. E tu, per via del tuo diavolo, li devi evitare. Non devi aspettare il ghiaccio per attraversare sull'altra sponda, mi ti segui? Dacci dentro, tira dritto e tieni duro". 

"Ah, la verità, mica si scova così. La verità si nasconde come i funghi e nessuno sa il perché."
- "E come si scova, Clémentine?" - "Beh, esattamente come i funghi. Bisogna sollevare le foglie a una a una nei posti bui. Capce che è una cosa lunga."

Una hacker molto particolare, una squadra sui generis. 
Bel romanzo, anche questo.


domenica 6 maggio 2018

PARTI IN FRETTA E NON TORNARE - Fred Vargas

"Sono solo parole. Parole. Le parole non hanno mai ucciso nessuno. Si saprebbe". - "Infatti si sa, Le Guern. Le parle, invece, hanno sempre ucciso". 

Una professione desueta, il banditore. Un'urna, in cui le persone depongono i propri messaggi, che il banditore declama, legge, recita al vento, a chi ascolta, alla folla che si forma per ascoltare.
Una sorta di bacheca pubblica, in carne ed ossa, viva. 

Messaggi di ogni genere, tra cui spiccano testi particolari, inquietanti e apparentemente incomprensibili. 
Lo spettro della peste. Talismani e superstizioni. 
Morti, omicidi. Il commissario Adamsberg indaga, seguendo il filo dei propri disordinati pensieri, e il filo della propria disordinata vita.

"[...] Comunque sappia che si tratta di un superalcolico molto particolare. Non solo si diventa inefficienti, ma quasi tonti, inebetiti, un po' come la lumaca nella sua bava. Una mutazione stupefacente." - "E' doloroso?" - "No, è come una vacanza".

"[...] Non mi avvicino mai alle ortiche, Adrien, non le strappo mai. Non sono mi, capisce, come non  mio il resto." - Camille lasciò cadere il braccio e sorrise. - "Ma, improvvisamente, uno sbaglio, un errore. E ci si fa pungere senza volerlo." - "Brucia?" - "Non è nulla, passerà".

 

sabato 5 maggio 2018

IL CAPITALE - Karl Marx

5 maggio 1818 - 14 maggio 1883

Opera molto conosciuta e citata, non altrettanto letta, probabilmente.
E' un saggio, un'opera monumentale, un vero e proprio mattone. 
E anche un pilastro. 

Scive Eugenio Sbardella in prefazione, nell'aprile 2015: " ... immarcescibile punto di riferimento delle domande sul nostro esistere attuale, almeno per ora, almeno fino a quando rimarranno, seppur profondamente mutate, le condizioni storiche che un secolo e mezzo fa portarno alla sua creazione."

E ancora: ""Marx è morto! No, non prendiamoci in giro, sono morti i modelli imperfetti che pretendevano di rifarsi alle sue teorie e che avevano spaccato il mondo a metà portandolo sull'orlo della catastrofe. Spartiacque, il crollo del muro di Berlino, sulle cui rovine si sono accumulate le macerie immense di un "impero" improvvisamente rivelatosi di carta velina. Marx però non è rimasto sepolto sotto di esse, come hanno strombazzato al vento i suoi nemici di sempre, e noi oggi, in questa società malata, più che mai abbiamo bisogno di lui."

Continua Sbardella: "Eppure un elemento assoluto esiste nella speculazione di Marx: una società senza classi, quella méta ultima che giustificava alla sua epoca la violenza della classe dei diseredati, degli sfruttati e di chi non aveva nemmeno quel "privilegio", contro la classe dei ricchi. Un'utopia, vero? [...] E invece l'utopia conta, ribadiamo noi, è la méta che dà un colore e un senso al nostro sforzo per immaginare un uomo nuovo e un mondo migliore, basta non confonderla coi miti e coi credi."

E' l'inizio, e non la fine di una lettura, questa volta. 
Un mattone in tutti i sensi. Corposo e voluminoso il tomo, non sempre scorrevole la lettura, complicati e complessi gli argomenti trattati. 

Non è un sunto, non può esserlo da parte mia. E' un invito alla lettura, o quanto meno alla periodica consultazione di questa pietra miliare.
Un'utopia non può essere realizzata, ma l'analisi dei fenomeni che governano il Mondo non è mai inutile. E chissà che un giorno queste analisi non tornino di moda?
 
 


 

martedì 17 aprile 2018

L'UOMO A ROVESCIO - Fred Vargas

Strage di bestie, un lupo enorme. E uccisione di persone. 
Lo strampalato commissario Adamsberg insegue chi procura la morte e insegue anche la propria vita. 
Un'insolita spedizione, una storia che si snoda in una realtà irreale, in un mondo improbabile.

Divertente e interessante leggere i romanzi della Vargas. 

"E quando oggi tornava là, nella sua montagna, riprendeva gli stessi sentieri, di notte. A riprova di quanto sia desolante l'essere umano, che si affeziona a quel che ha di peggiore".

"Negli ultimi anni aveva parlato fin troppo, e oltretutto per niente, e ne era rimasta disgustata". 


lunedì 9 aprile 2018

L'UOMO DEI CERCHI AZZURRI - Fred Vargas

Strani cerchi appaiono disegnati sulle strade di Parigi. 
Strani incontri a Parigi. Personaggi improbabili, dialoghi inverosimili, relazioni impossibili. 
Squinternata accozzaglia di individui descrive Fred Vargas. Romanzi che si leggono per la leggerezza, per la scorrevolezza, perché sono una compagnia piacevole e irreale. 

Interessante libro, interessante autrice. 

Adamsberg è un Commissario dalla peculiare logica irrazionale. Acuto ed eccentrico. 

"Gliel'ho detto, qui c'è molta meno logica di quanto non sembri a prima vista e di quanta se ne troverebbe se si trattasse di un'autentica mania. E' questo il dato sconcertante". 

"Questo disinteresse verso qualsiasi cosa non aveva neppure il sentore angosciante del vuoto, questa apatia dell'anima non portava neppure con sé i tormenti della noia". 

"Ieri in un caffé della Gare de l'Est uno mi ha detto che il modo migliore per non aver paura della morte è fare una vita del cazzo. Così non hai niente da rimpiangere. Non mi è sembrata una buona soluzione".  

"Una mania è fatta per organizzare il mondo, per dominarlo, per possedere l'impossibile, per proteggersene".

sabato 31 marzo 2018

PANE per i Bastardi di Pizzofalcone - Maurizio De Giovanni

Viene ucciso un uomo che fa il pane come da tradizione di famiglia, e da questa tradizione non si vuole scostare. 
Viene ucciso un uomo e le indagini si orientano verso le mafie, la criminalità organizzata. Lo Jacono non è convinto, pensa si tratti di tutt'altro. 
E indaga, a modo proprio, con la squadra di cui fa parte, quella squadra composta di esseri umani che semba non abbiano nulla da perdere e molto da costruire. 

"La morte, diceva sempre a sé stesso, è un evento piccolo. Un incidente di percorso, una marginale alterazione del tempo. La morte non cambia niente. E lui non era pazzo."

 "Non era certa di sapere con precisione il motivo per cui non voleva che la loro relazione venisse a galla, alla luce del sole, come diceva lui. [...] Ma doveva ammettere che non era tutto lì, che c'era anche dell'altro". 


lunedì 26 marzo 2018

CUCCIOLI per i Bastardi di Pizzofalcone - Maurizio De Giovanni

Uccisione, indagine. Una bambina abbandonata, in fin di vita, una vita appena nata e già in pericolo.
La trama del giallo si intreccia con le vite dei protagonisti.

E l'indagine parallela, seguita solamente da Pisanelli, suicidi che solo a lui paiono sospetti.
"Chi poneva fine alla propria vita era disperato in modo totale, e perciò acquisiva un'energia particolare, una folle determinazione a non fare pù parte del mondo. I fantasmi viventi, i depressi no. Costoro erano in balìa di una corrente che non potevano governare; si lasciavano trasportare dal flusso, ma non volevano andar via".

La Di Nardo gli lanciò un'occhiata in tralice: "Già, dimenticavo: una donna non si può incazzare che si pensa subito che sia mancanza di sesso. Un uomo che fa lo stronzo, invece, ha polso e decisione."


lunedì 19 marzo 2018

GELO per i Bastardi di Pizzofalcone - Maurizio De Giovanni

Duplice omicidio. Sorella e fratello, giovani, uccisi in casa. Un padre da poco uscito di prigione, una storia familiare inquietante. 
Cervello, passione, bellezza. Amore, gelosia, tradimento. 
Indagine interessante per i Bastardi di Pizzofalcone, come sempre intrecciata alle loro vite private, nessuna delle quali è semplice, nessuna delle quali è del tutto serena.

"[...] A volte certi difetti, messi insieme ad altri difetti diventano pregi. Meno per meno fa più" - "Anche algebrico, mi diventi [...]"

"Trentasei anni, troppi per sperare in una nuova esistenza, in prospettive di carriera, in altre occasioni, pochi per rassegnarsi, per non guardare più avanti, pr ripiegarsi su sé stessi e aspettare la fine". 


lunedì 5 marzo 2018

BUIO per i Bastardi di Pizzofalcone - Maurizio De Giovanni

Un bambino scomparso, una indagine difficile e angosciante, per i "Bastardi di Pizzofalcone", una verità che non si vorrebbe scoprire, perché non la si può immaginare. 

"Notti piene di niente, che si vorrebbe solo domire a pancia in giù"

"Notti che tradiscono, avvicinandsi come se fossero pacifiche e invece sono piene di guerra e dolore. Notti che ti incantano con una gioia finta, che ti adescno morbide con un abbraccio, e a tradimento ti accoltellano il cuore come buie assassine, senza un perché."

"Non fidatevi di maggio. Maggio vi frega in un niente. Basta un attimo di distrazione, un'idea cambiata, una risata in pù e vi frega."

domenica 25 febbraio 2018

I BASTARDI DI PIZZOFALCONE - Maurizio De Giovanni

Un altro trasferimento per il Commissario Lojacono. 
Al Commissariato di Pizzofalcone confluiscono poliziotti e poliziotte con un  passato poco chiaro, un urriculum burrascoso, un carattere peculiare. Una squadra improbabile, sotto la guida del commissario Palma. 

La sfida è tenere aperto il Commissariato stesso, e l'opportunità è il solito assassinio. 
Una anziana signora, amatissima e sinceramente ammirata e rispettata da chiunque la conosca, viene uccisa in casa propria. 

Altre due vicende vengono introdotte, una ragazza che non esce mai dall'appartamento in cui è ospite, e una serie di suicidi sui quali secondo il vicecommissario Pisanelli, e soltanto secondo lui, sarebbe il caso di approfondire qualche indagine. 

Come sempre il caso si intreccia alle vicende personali dei protagonisti, passando quasi in secondo piano. 
La squadra di Pizzofalcone è variamente assortita, i personaggi eterogenei e ciascuno problematico a suo modo.  Persone, esseri umani, con le proprie debolezze. 

"Aveva appreso, col tempo, che seguire l'istinto non era altro che dare ascolto a una parte del pensiero che continuava a lavorare sotto il limite della coscienza. E spesso, proprio per questo, era il pensiero migliore, quello che poteva concentrarsi senza le distrazioni del mondo esterno."

"Una volta gliel'avevo chiesto, perché le piacevaano tanto: e lei mi disse che a guaradre là dentro si poteva sognare un futuro che non c'era, e sembrava tutto vero."

Piacevole lettura, scorre e finisce presto. E viene voglia di leggere un seguito.




lunedì 19 febbraio 2018

IL METODO DEL COCCODRILLO - Maurizio De Giovanni



Non contengono colpi di scena, i romanzi di De Giovanni. La detective story funge quasi da contorno ai personaggi, più che essere protagonista. 
Eppure i suoi romanzi catturano. 
Per la leggerezza, la semplicità di lettura, e per le descrizioni di luoghi e anime. Descrizioni che sanno essere immediate e nello stesso tempo non del tutto banali.

Un poliziotto trasferito lontano da casa, punizione d'ufficio per una colpa non provata, un caso complesso, una magistrata che sa il fatto suo. 
Protagonista è sempre Napoli, città controversa e chiacchierata, amata e odiata. 
Delle uccisioni all'apparenza slegate tra loro, non fosse per il fatto che la mano assassina è la stessa.

"Nessuno vede chi cammina in silenzio, a testa bassa, mostrando di avere pensieri e problemi; nessuno corre il rischio di condividere pensieri e problemi, anche solo incrociando uno sguardo. Il vecchio cammina, e piega la schiena nel tentativo di sembrare più vecchio. La vecchiaia è un carico pesante, e questo peso nessuno lo vuole. La vecchiaia sembra una malattia contagiosa, fa schifo e la si evita.".

Un altro romanzo che tiene compagnia senza impegnare.

giovedì 8 febbraio 2018

RONDINI D'INVERNO - Maurizio De Giovanni


Inverno nebbioso, a Napoli negli anni ‘30. 
Si approssima Capodanno, con le aspettative illusorie che il cambio di data porta con sè. 
Sono anni difficili, è iniziata una triste epoca per l’Italia e l’Europa. Lo scenario in cui si muovono il Commissario Ricciardi, il suo amico e collega Beigadiere Maione, l’illuminato dottor Modo e le persone che con loro interagiscono è remoto e nello stesso tempo estremamente attuale. 

Un caso particolare. Uxoricidio a teatro, sul palco, di fronte al pubblico. 
L’ho uccisa, ma non sono stato io”. 
Indagine in corso. Indagine intrecciata con le vicende personali dei protagonisti, e che rispetto a queste passa in secondo piano. Amore e morte, come sempre. Il vecchio musicista che era apparso negli interludi degli ultimi romanzi acquista la propria individualità, assume il proprio ruolo. 
È l’addio di De Giovanni al suo Commissario Luigi Alfredo Ricciardi. 

Forse è giusto così, poco spazio ci sarebbe stato per ulteriori vicende in questo contesto. 
O forse l’autore cambierà idea e proporrà nuove storie che abbiano avuto come protagonista questo improbabile poliziotto che vede i morti ed è poco espansivo con le persone vive. 
Romanzo amaro e dolce, lettura amabile, buona compagnia di qualche giornata d’inverno. 

"Il regalo piú prezioso, la conquista piú grande è stata la consapevolezza."

"Stavolta però, ti racconto la storia della rondine che ho conosciuto, quando il mondo mi pareva pieno di colori, di tutti i colori: e poi ne perse uno. Un colore solo, gli altri sono rimasti; ma sapere che proprio quello non lo vedrai mai piú ti fa morire poco a poco, granello dopo granello come in una clessidra. E nella clessidra mia, polvere non ce n’è quasi piú."

 ... "caricheranno queste cianfrusaglie su un furgone e le abbandoneranno in una discarica. Ma in mezzo a libri e giornali, spartiti e dischi, c’è un senso, un senso che solo io intendo. Un filo che unisce la mia nascita alla mia morte."

"Poi riprende: nel sogno, però, non possiamo far niente. Non possiamo allungare la mano per difenderci e neanche per afferrare ciò che vogliamo. Stiamo solo sognando e la mano non si muove. E avvertiamo la frustrazione, il senso d’inettitudine."

"Perché è il sogno, proprio il sogno, la montagna piú alta da scalare, l’abisso piú profondo da esplorare. Il sogno, dove non avrete difese, dove la ragione non vi sarà d’aiuto. Il sogno, dove tutto è possibile e impossibile; dove volerete alto nei cieli, ma sarete anche feriti dal petalo di un fiore. Il sogno, dove camminerete schiacciati dal peso di un amore, dove non avrete il futuro a cui appoggiarvi per sfuggire al passato."

martedì 30 gennaio 2018

LA SOTTANA DELLA VERGINE - Maria Giuseppina Di Rienzo



Un gustoso romanzo di fantascienza, che come tale descrive in modo allegorico una società molto presente, molto tangibile, molto attuale. Purtroppo.

Difficile districarsi tra i "mondi" in cui è compartimentato il Pianeta, complicato al principio orientarsi e familiarizzare con i personaggi dai nomi bizzarri e complessi. 
Dopo poco però si acquista familiarità, e il romanzo scorre rapido e (purtroppo) breve .

Lettura consigliatissima, piacevole e intensa, non superficiale. 
Lascia la voglia di immergersi più a fondo in questa realtà, di conoscere meglio le storie e di restare ancora in compagnia dei personaggi. 

Molti i temi toccati, l'impressione è che siano solamente sfiorati e non approfonditi, lasciando aperte mille questioni. 
Romanzo che stimola l'evasione e nel contempo induce la riflessione.

"Niente di quel che crei a somiglianza di una cosa reale diventa quella cosa, non importa quanto le assomigli."

... "sapeva che per quanto giudicasse falsa l'intera manfrina sarebbe andato a bere la coppa, avrebbe formulato auspici a cui non credeva e avrebbe raccontato la prima stupidaggine che le medicine celesti avrebbero stimolato a uscire dalle sue labbra ... perché?"

"La fede non può essere materia di discussione. - ribatté calmo Seginus - Il suo punto cieco, il credere, non si piega alla logica nè alla dimostazione pratica".

"Siamo umani e l'intera gamma dei desideri umani e delle emozioni umane, dei difetti e dei pregi umani è nostra per diritto di nascita. Oggi tenteremo di riguadagnare quella dignità che ci è stata proibita e la libertà di vivere come vogliamo".

"Il fulcro della storia, però, è il malinconico impossibile desiderio di qualcosa di mai posseduto e quindi di mai perduto: un'identità in cui ci si possa riconoscere senza vergogna. Un'identità non imposta da terzi tramite l'umiliazione e il disprezzo sistematizzati in rituali e simbolismi [...]"


Scrive l'autrice:  
"Ogni mio libro ha preso forma da un piccolo impulso originario: un'immagine particolarmente intensa, uno scambio di battute particolarmente efficace, un brano musicale particolarmente evocativo. "La Sottana della Vergine" non fa eccezione. Si è in pratica costruito attorno a una frase (la leggerete alla fine del libro). Sempre come al solito, i personaggi hanno fatto un po' quel che volevo io e un po' quel che volevano loro stessi; ogni tanto uno/a di loro irrompeva nella mia mente per strillare con indignazione: "Ti pare che IO potrei dire la tal cosa o agire in quella maniera?" Così, dovevamo negoziare. Inoltre, io dovevo negoziare la mia scrittura, la mia ispirazione e i tempi relativi con una situazione personale assai difficile. E l'atto del negoziare, del discutere insieme delle esigenze e dei problemi di ciascuno è diventato un altro fulcro del romanzo. Siamo su una Terra futura, salvata in apparenza dall'autodistruzione dall'intervento di una razza aliena che "adatta" biologicamente il pianeta per potervi vivere. Agli esseri umani è offerta la scelta di ibridarsi per condividere quelli che sono divenuti spazi inospitali o di sopravvivere in piccole nicchie separate dal resto. La struttura sociale che gli umani ricreano per se stessi, nell'assoluta indifferenza degli alieni, è altrettanto compartimentalizzata e strettamente gerarchica. Le varie aggregazioni in essa presenti interagiscono in modo assai conflittuale. La vicenda si snoda attorno a un personaggio che sta al punto più basso della scala sociale, uno "schiavo sessuale" e mutante genetico il cui comportamento è controllato nei mimini dettagli e persino a livello chimico e i cui tentativi di sfuggire a precetti basati su violenza e pregiudizi sembrano destinati al fallimento in modo inevitabile. Un Signor Nessuno per eccellenza, privo di talenti specifici, di aspettative, di sogni... e quasi privo di desideri, tranne quello di incontrare di nuovo "l'alieno" in cui si è imbattuto per caso anni prima. Ma sarà un desiderio che cambierà la Storia". 


Strappo alla "regola".
Credo sinceramente valga la pena supportare l'autrice, pertanto pubblico qui il link per l'acquisto del libro, in formato digitale:



giovedì 25 gennaio 2018

SERENATA SENZA NOME - Maurizio De Giovanni

Notturno per il Commissario Ricciardi.

Il ragazzo è al cospetto dell'anziano musicista. E apprende che suonare non è soltanto eseguire note. Cantare non è solamente recitare parole intonate. Il significato della canzone ne costituisce l'anima. 

Storia di migranti. Storia di ritorni. Storia d'amore e di odio. 

Storia di amore che è rinuncia. Storia di un'amicizia improbabile e profondissima, sincera. 

L'ennesimo omicidio, avvenuto o scoperto mentre il brigadiere Maione accorre in soccorso di un'amica molto speciale.  
Autunno piovoso, rinunce e dolore. Sentimenti fortissimi a fare da cornice all'indagine. 

Un colpevole individuato senza indugio, un colpevole già condannato dal Regime per ben altra "colpa". Valori contrastanti, confini sfumati.

"Chi è all'inizio della vita spera in una risposta. Chi è alla fine sa che, forse, la risposta non arriverà mai. Ecco la differenza."

... " non aver voglia di vivere e voler morire sono due cose diverse". 

I personaggi diventano sempre più umani, sempre più vicini a chi legge e ormai partecipa delle vicende che si snodano troppo lente attraverso i romanzi della serie Ricciardi. 
Storie che si intersecano, finali lieti ed altri più tristi, fino all'ultima parola, fino al finale sospeso.