domenica 27 dicembre 2015

LE CINQUE EQUAZIONI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO - Michael Guillen

Non è proprio un romanzo, e l'argomento può sembrare ostico, finché non si apre questo libro e non ci si immerge nei suoi contenuti.

Interessante. Non pesante, avvincente, persino divertente.

"Contrariamente alla convinzione generale, l'essere vivi è un fatto innaturale; in effetti, qualsiasi forma di vita esiste nonostante la più fondamentale legge dell'universo e non in conformità ad essa.

Newton, Bernoulli, Faraday, Clausius, Einstein.
Il racconto stringato e scorrevole di porzioni di vita, e di come questi scienziati abbiano superato le avversità per salire sulle spalle di giganti e regalare conoscenza, che si traduce in applicazioni pratiche, quotidiane.

Dalla legge gravitazionale, "quella forza che ci ha sempre permesso di restare con i piedi a terra", alla dinamica dei fluidi, che tra l'altro ci ha permesso di staccare i piedi da terra, attraverso la produzione di elettricità dal magnetismo, illuminante!, verso il principio della conservazione dell'energia, e, ahinoi, l'entropia dell'universo,  fino alla teoria della reliatività, ad un Universo basato su un'illusione ottica di dimensioni cosmiche,è intrigante percorrere frammenti di storia carichi di interrogativi, tentativi, esperimenti, riflessioni, risposte, rielaborazioni. E conoscere persone che non si sono accontentate di obbedire e di accettare dogmi e credenze, ma hanno seguito la propria curiosità per comprendere.

"Ma Platone non aveva previsto che, nel tentativo di liberarci dalle nostre paure, la scienza ci avrebbe liberato anche dai nostri dei."

"[...] per tutto il XVII secolo gli italiani - da Galileo Galilei a Evangelista Torricelli a Domenico Guglielmini - studiarono i fluidi meglio di qualunque altro popolo"
La scienza abbandonò l'Italia dopo la morte di Galileo, costretto dall' Inquisizione a rinnegare le proprie scoperte. 

"Nei primi anni di vita ero un individuo  con un'immaginazione molto fervida, capace di credere alle Mille e una notte né più né meno che all'Encyclopeaedia Britannica" [...] " . [Faraday]

"Tutto sommato, i pregiudizi erano più difficili da tollerare delle esplosioni chimiche".

Ciò che sembra comune buon senso spesso viene smascherato dalla scienza come comune insensatezza.

"Gli scienziati non erano poi troppo uniti [...], ma se non altro combattevano le loro battaglie a colpi di parole e cifre, e non con i coltelli e le pallottole".

Sul darwinismo sociale: "Anche se gli scienziati, compreso lo stesso Darwin, condannarono questa perversione di una teoria legittima, per gli imprenditori senza scrupoli dell'era industriale essa divenne una comoda giustificazione dello sfruttamento della povera gente".

Filosofia e scienza. E religione. Matrimoni per amore ed interesse, e separazioni mai convinte. 
La bellezze di un linguaggio universale, preciso e complesso, estetico come poesia. 

Citando Einstein: "In effetti è un vero miracolo che i moderni sistemi pedagogici non siano ancora giunti a soffocare la sacrosanta curiosità umana; perché essa è una piccola, delicata pianticella ... che ha soprattutto bisogno di libertà; senza questa, va sicuramente verso la rovina e la più completa distruzione."

Un promemoria, se ne fosse bisogno. Il progresso scientifico aiuta a comprendere segue un metodo che permette di mettere in discussione le scoperte precedenti, scartare quelle che si rivelano errate e costruire su quelle che invece rimangono valide. 
Le credenze basate su tradizione, "fede" e pigra osservazione senza riflessione vera non portano a nulla nella migliore delle ipotesi. Spesso regalano guai.
Bel libro. Lettura appagante.



mercoledì 23 dicembre 2015

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA - Gabriel Garcìa Màrquez

"Datemi un pregiudizio e solleverò il Mondo"

Scoprire un classico ed apprezzarlo pienamente. Una delle piccole gioie della vita. Un romanzo spietato, crudo, terribile. 
Eppure scorrevole, interessante, piacevole da leggere. 

Tutti sanno che santiago Nasar sta per essere ucciso. I suoi assassini fanno di tutto per sbandierare il proprio proposito ai quattro venti, sembra cerchino disperatamente qualcuno che li fermi, che interenga per impedire il delitto.

Che invece si consuma.
"Nondimeno, tutto sembrava dimostrare che i fratelli Vicario non avevano fatto nulla di ciò che sarebbe stato utile per uccidere Santiago Nasar in maniera rapida e senza ostentazione pubblica, ma anzi fecero molto di più di ciò che era immaginabile perché qualcuno impedisse loro di ucciderlo, e non ci riuscirono".

Riflessioni acute, nella ricostruzione "a posteriori" di un delitto. Frammenti di testimonianze, stralci di verbali dell'udienza, note a margine scritte dal Giudice istruttore.
Un quadro surreale eppure realistico, tangibile, visibile, si delinea durante la lettura.
Sulla debolezza umana, sull'assurdità del vivere sociale. Spaccature profonde tra il sentito e l'agito.

Interessante romanzo, veramente bello.

giovedì 10 dicembre 2015

L'INCOLORE TAZAKI TSUKURU E I SUOI ANNI DI PELLEGRINAGGIO - Haruki Murakami

"Si possono seppellire i ricordi, ma non si può cambiare il corso della storia"

Un giovane con una passione particolare e specifica, che lo porta a studiare lontano dal gruppo di amici che costituisce un'unità all'apparenza inscindibile. 
Gli amici che di punto in bianco lo allontanano, senza una spiegazione, senza preavviso.

Un percorso interiore per ricercare una verità ormai lontana e ritrovare la possibilità di vivere il presente. Ed un futuro che forse inizia a delinearsi.

"Cercare di conoscere il proprio valore è come pesare qualcosa privi di un'unità di misura."

"- .. per acquisire l vera "libertà di pensiero" di cui parli tu, bisogna essere in grado di farlo intenzionalmente, non inconsapevolmente. Giusto?
[...]
-  E' così, senza dubbio. Ma è una cos difficilissima, come cercare di fare intenzionalmente un sogno. Non è alla portata di tutti."

Di dolore, riflessioni, perdita e consapevolezza. Viaggio interiore obbligato per poter vivere pienamente una vita reale.
Un bel romanzo, coinvolgente ed intrigante come sanno essere le storie narrate da Murakami, in bilico tra sogno e veglia, tra interiorità profonda e normali, piccoli, pratici gesti quotidiani.


mercoledì 9 dicembre 2015

L'ARTE DI CORRERE - Haruki Murakami


Murakami si racconta attraverso la sua passione per la corsa. Avere la fortuna di potersi dedicare alla scrittura a tempo pieno, averne fatto il proprio mestiere, ha un aspetto negativo: si tende a perdere la forma fisica, se non si fa qualcosa.

Murakami è Giapponese, ed ha una volontà ed un senso del dovere e della disciplina fuori dal comune. 
Racconta di allenamenti e maratone e di parole scritte, e di come si possa (sarà vero?) diventare "scrittore" quasi per caso.

Chissà che non riesca ad essere di ispirazione per movimentare un po' la vita sedentaria dei suoi lettori.

Un libro piacevole e scorrevole. Non è un romanzo, non c'è traccia dei mondi interiori che murakami descrive nelle sue storie. Esce il ritratto di un uomo pratico, pragmatico, metodico, meticoloso, razionale.

Mens sana in corpore sano, potrebbe essere il motto di questo libro, che Murakami definisce di "memorie", e per cui lui stesso trova alcuni slogan interessanti.

Di questi, è  "18 til I die" (avrò 18 anni fino alla morte) viene prontamente smussato con la considerazione secondo cui l'unico modo per avere 18 anni fino alla morte è morire a 18 anni.
Ineccepibile.

"Gli elogi mi fanno piacere, è ovvio. Sono infinitazmente più apprezzabili degli insulti. Tuttavia non penso che una forte volontà basti a ottenere ciò che si vuole. Le cose non sono così semplici, a questo mondo."

"Le stesse salite, quando faccio jogging al mattino, mi sembrano dolci pendii innocui ma, quando le affronto verso la fine di una maratona, si ergono davanti a me come muri. E si portano via senza pietà l'ulltima forza d'animo che avevo ancora in riserva."

"Non sono una persona, sono una pura e semplice macchina. E visto che sono una macchina, non ho bisogno di sentire proprio nulla. Devo solo andare avanti."

Murakami si racconta, ispira, riflette, ironizza.
E' un libro interessante sotto molti punti di vista, contiene spunti che vale la pena elaborare.


Propone anche il proprio epitaffio, Murakami.

"Se mai ci sarà un epitaffio sulla mia tomba, e se posso sceglierlo io, vorrei che venissero scolpite queste parole: 

Murakami Aruki
Scrittore (e maratoneta)
1949-20**
Se non altro, fino alla fine non ha camminato".



venerdì 4 dicembre 2015

ANTIGUA, VITA MIA - Marcela Serrano

Poco si può dire senza togliere il piacere della lettura a chi non l'abbia già assaporata. Un romanzo bellissimo, la cui trama è tutt'uno con la struttura.

Due donne, le protagoniste immancabili della Serrano. Due amiche, da sempre. Le loro vite che si incontrano, che scorrono parallele, si incrociano, si intrecciano, divergono, tornano affiancate, ma non si separano mai.

Due personaggi intensi, come sempre circondati da mille altri, diversamente caratterizzati.
Storie di vita che contengono piccole o grandi tragedie, affrontate con lo spirito delle donne latino-americane. La famiglia è una tribù, le passioni sono coinvolgenti e  totali, siano esse rivolte al lavoro, all'amicizia, all'amore.

Romanzo coinvolgente, appassionato, intenso, molto "latino". Un'ottima compagnia.

Qualche assaggio:

"... alla mia età, ormai si è imparato che esiste solamente la stupidità dei fanatici o il vuoto interiore che li rende tali".

"Se una è donna, è tremendamente faticoso farsi prendere sul serio in qualsiasi campo professionale"

"E' fondamentale distinguere tra il dolore e l'angoscia. L'angoscia paralizza, il dolore fa crescere. So quello che dico, credimi!"

"So cosa sta cercando di dirmi: il lavoro è l'unica cosa in grado di alleviare l'angoscia e di creare la distanza necessaria ad affrontare il mondo esterno."

"Sai una cosa, Javier? A noi donne è stato insegnato dalla notte dei tempi a temere la solitudine".
[...] "Ci hanno rinchiuso dentro castelli circondati da fossati, in torri solitarie, in mezzo ad acque solitarie, un incubo, noi là dentro. Sole. Ma ci hanno ingannato, come su tante altre questioni. Perché, per quanto il fossato possa essere fonte d'angoscia, in fondo in fondo ci protegge nella solitudine. [...]
"Significa che il tuo tesoro è la solitudine?"
"Sì". rispondo, seria. 




 

sabato 14 novembre 2015

IL MESTIERE DI SCRIVERE - Raymond Carver

Una raccolta di "lezioni" e prefazioni. Carver racconta la propria attività di scrittore, fornisce indicazioni, spiega cosa significhi scrivere.
Lezioni datate, siamo a metà del secolo scorso. Forse molto è diverso, forse invece non è cambiato nulla. 

Carver scrive racconti brevi e poesie, non ha il tempo materiale per produrre romanzi più lunghi, deve lavorare nei ritagli di tempo. 
Eppure riesce, ha successo. 

Non è un libro che si legge per puro svago, non è un romanzo, e nemmeno un saggio. Piuttosto lento, sebbene interessante. Fornisce spunti per chi volesse pensare di cimentarsi nella scrittura. Potrebbe essere un invito, o costituire un motivo per rinunciare. 

Libro interessante. Porta i lettori dall'altra parte di un testo, alla fase della creazione. 
Si è abituati al "prodotto finito", avere un'idea del processo di costruzione è illuminante. 

Uno dei racconti di Carver:
Cattedrale - Un racconto di Raymond Carver (pdf)
Molto bello, ritmato, coinvolgente. Una buona lettura. 

venerdì 13 novembre 2015

NUMERO ZERO - Umberto Eco

La fantasia supera la realtà. E la realtà supera la fantasia. Un bel dilemma. 
Finzione o cronaca? Romanzo o dossier?

Scorrevolissimo, intrigante. 
La redazione di un non-giornale. Lezioni di non-giornalismo. O forse, più propriamente, di ciò che nella pratica il giornalismo è davvero.

Un giornale nuovo, che non vuole davvero essere pubblicato. Esecizi di stile e di ricatto.
Un pubblico bue, ignorante, smemorato, disattento. Una parodia di sé stesso. O forse piuttosto un ritratto perfettamente somigliante. 
Editori, lobby, circoli chiusi. 
Eco fa sorridere, preoccupare, arrabbiare. E si legge con piacere. 

"Viviamo nella menzogna e, se sai che ti mentono, devi vivere nel sospetto. Io sospetto, sospetto sempre"

"Avevo perduto ogni certezza, salvo la sicurezza che c'è sempre qualcuno alle nostre spalle che ci inganna."

Mirabile la lezione di "risposta ad una smentita". Tale preciso Smentuccia potrebbe scrivere al giornale  per smentire una notizia che lo riguarda, ed il giornalista Aleteo Verità smentisce la smentita. Divertente, se non fosse specchio della realtà. 
"L'insinuazione efficace è quella che riferisce fatti di per sé privi di valore, ancorché non smentibili perché veri"

La Stampa al servzio del potere. Un Potere che non sempre è facile riconoscere. Verità costruita, insinuata, inventata. 
Un complotto infinito.
Fatti realmente accaduti, notizie realmente lette e sentite, qualche incongruenza sulle date e cronologia creativa, ma non importa, l'obiettivo è un altro. 
Dati e fatti mescolati ad invenzioni, illazioni, supposizioni, costruzioni. Verosimiglianza che potrebbe essere verità. Oppure no. 

Un bel romanzo, una lettura piacevolissima. 
Che lascia il solito amaro sapore, il sospetto che una speranza non ci sia. Frustrante. 
Ma ne consiglio la lettura. Del resto Umberto Eco, tagliente e sornione, sa giocare in modo mirabile con le parole. Ne vale la pena.



mercoledì 11 novembre 2015

L'OMICIDIO CAROSINO - Maurizio De Giovanni

Le prime indagini del Commissario Ricciardi. Napoli, periodo Fascista.
Ricciardi è un poliziotto particolare. Vede i morti di morte violenta negli ultimi istanti della loro vita spezzata. 
Questo "Fatto", come lo chiama lui, non ha potuto che portarlo alla professione che esercita. Una personalità particolare.
Un'idea interessante.
Le trame non sembrano particolarmente elaborate, i casi sono brevi, vengono risolti presto. I racconti sono comunque una piacevole lettura.
Ottimo svago. 
Per chi è appassionato di detective stories intricate e complesse, forse non è il genere più indicato. Ma la lettura scorre, il contesto intriga. 
Passatempo leggero, non impegnativo. Perfetto per i ritagli di tempo.

martedì 10 novembre 2015

NE' QUI NE' ALTROVE - Gianrico Carofiglio

Bari.
Tre uomini adulti si incontrano dopo decenni. 
Una telefonata.
"E che ci faceva Giampiero Lanave nel mio teledono quella sera di dicembre del 2007?"
 Una rimpatriata. 
Un romanzo da leggere con la mappa di Bari a portata di mano (o di click). Una mappa esso stesso.
Una vita che cambia, ricordi che la ricostruiscono, persone che il tempo trasforma.
Il cambiamento dei luoghi negli anni, il mutamento delle persone.
"Ci pensa da solo il tempo, a passare. Non ha nessun bisogno di aiuto".
Tracce vivissime della prima giovinezza in uomini adulti che la vita ha separato, e che non si riuniranno per il futuro. 
Bari in una notte. La vita di oggi ed i luoghi di ieri. 
Nostalgico, fugace, temporaneo passaggio nel proprio passato.  
Un romanzo piacevole, a tratti divertente, permeato da quella amarezza che non può non accompagnare il tempo che scorre.
Carofiglio mescola bene umorismo, riflessioni, tristezza e distacco.



martedì 27 ottobre 2015

TOGLIMI LE MANI DI DOSSO - Olga Ricci

Storie di ordinarie molestie. 
Che di solito non vengono denunciate, spesso nemmeno raccontate. Vengono accettate come normali, consuete, inevitabili.
Oppure considerate colpa delle vittime, che sicuramente con il proprio comportamento hanno incoraggiato l'aggressore. 
Perché di vere e proprie aggressioni si tratta. Le molestie sul lavoro sono tanto più gravi in quanto toccano la sfera professionale ed economica delle persone.
Olga Ricci denuncia e racconta. 

Il libro si legge d'un fiato, letteralmente in apnea. Se si è vissuto qualcosa di simile si comprende perfettamente l'atmosfera, si piomba inevitabilmente in un susseguirsi di dejavu.
"Odio i lecchini, chi suggerisce di non lamentarsi e di fare buon viso a cattivo gioco;: se la smettessimo di accettare tutto questo, le cose cambierebbero".

"Tra disperate non c'è solidarietà"

"A forza di sorridere, mi si indolenzisce la mandibola. [...] La mia prima volta da dama di compagnia."

"Penso a quanto sarebbe diverso, se fossimo maschi. Non ci troveremmo in questa situazione. [...] Mi sono sempre sentita alla pari degli uomini: in famiglia, a scuola, nello sport, con gli amici. Non ho mai pensato di valere meno o di essere diversa. Adesso capisco che mi sono sbagliata. La differenza c'è. Riccardo è venuto alle cene con il direttore, ha riso a più non posso, mangiato e bevuto. Senza mai sentirsi in difficoltà né rischiare di essere tacciato di complicità. Nessuno gli dirà; sei stato   ambiguo, te lo sei voluto, avresti dovuto mantenere le distanze, avresti potuto cogliere l'occasione".

"La cautela e il buon senso che avevo fatto miei, viste le discrepanze tra promesse e realtà,. mi abbandonano. Vengo trafitta di nuovo dalla speranza. Mi si pianta nel cuore come una puntura di adrenalina. Le mie difese crollano. Lo guardo e gli credo; questa è la mia chance, posso dimostrare che anch'io valgo. Galleggio nell'etere dell'illusione [...]"

"Le persone che criticano apertamente le ingiustizie vengono isolate: sono la dimostrazione che l'incapacità di adattarsi è una condanna alla sconfitta."

"A volte mi sembra che tu viva nel mondo delle fiabe dove chi è bravo, tenace e si impegna viene ricompensato. La realtà è un'altra, Olga cara, guardati intorno e svegliati.

Questo libro denuncia, invita a riflettere, è un urlo disperato, una richiesta di aiuto, una pretesa di giustizia. Dovrebbero leggerlo in molti, in molte.
E sarebbe bello se nessuna più sentisse la voglia o il bisogno di scrivere, se queste realtà così diffuse, così comunemente ignorate, troppo spesso apertamente accettate, cessassero di esistere, una volta per tutte.



giovedì 22 ottobre 2015

NORWEGIAN WOOD - Haruki Murakami

Una storia in un flashback. 
La tarda adolescenza del protagonista, un ragazzo riflessivo e non del tutto introverso, che si trova ad affrontare i drammi delle persone che gli stanno attorno cercando di conservare quel proprio equilibrio che non ha ancora davvero trovato .

Relazioni che si intrecciano, rapporti superficiali e legami profondissimi. 

La morte di un ragazzo di diciassette anni, che rimarrà adolescente per sempre mentre gli amici sono destinati a crescere ed invecchiare.
"La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante". 
Episodi che segnano vite. Legami strettissimi e resi impossibili da logiche interne incomprensibili e fortissime. 

Un ragazzo, in bilico tra due amori che sono più propriamente amicizie, affronta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, con apparente tranquillità che maschera la vivacità interiore che lo contraddistingue.

Un romanzo piacevole, dialoghi interessanti e a tratti molto divertenti. 
Tristezza e speranza, vita e morte, presente e passato e futuro si fondono a comporre le vite dei protagonisti. Persone straordinarie e comuni. 

Murakami cattura ancora una volta. Un autore molto piacevole ed interessante. 



sabato 10 ottobre 2015

TUTTI I MIEI ROBOT - Isaac Asimov

Trentun racconti scritti tra il 1939 ed il 1977. Tutte le storie di robot di Asimov.

Storie divertenti, interessanti, intriganti, non banali. Riflettono il tempo in cui sono state scritte, e nello stesso tempo testimoniano l'acume e la preparazione dell'autore.  

La contrapposizione tra umano e non umano, le somiglianze tra i robot e le persone sono il motivo sempre presente nei racconti di Asimov. 
Le Tre Leggi della Robotica e l'Etica Umana, la razionalità delle macchine non sempre in conflitto con l'umanità delle emozioni. 

Temi importanti vengono trattati in racconti di intrattenimento che non mancano di suggerire riflessioni anche profonde ed articolate.

Classici attuali. Leggeri e nello stesso tempo interessanti. Un bel libro. 
Consigliatissimo, per tutti.


mercoledì 9 settembre 2015

IL PIGIAMA DEL GATTO - Ray Bradbury

Una serie di racconti inquietanti, angosciosi, sospesi. 
Intuizioni lasciate al lettore,  situazioni sfumate, riferimento abbozzati. 
Stati d'animo di vari coloti, tra i quali prevale una nota di ansia. "Color Mezzanotte", come il treno funebre. 

Una raccolta di racconti variamente accostati. Generi diversi, argomenti disparati, più che una raccolta sembra un'accozzaglia. 
Scritti nell'arco di una vita, alcuni sono davvero interessanti, offrono spunti di riflessione, altri lasciano un sapore strano, incompiuto, quasi fossero esperimenti.

"Crisalide" tratta il tema del razzismo vissuto (letteralmente) sulla pelle di un ragazzo nero. Delicato. Induce riflessioni profonde, che sono ancora attuali. 

"Viva il Capo" è divertentissimo, frizzante, brillante. I Governatori degli Stati Uniti si giocano i propri Stati al casinò. Il presidente deve rimediare. Molto piacevole!

"La Casa", un racconto più introspettivo sulla vita di coppia, sul significato di un rapporto sentimentale. Delicato. Una storia "in discesa".

"Morte di un Uomo Scrupoloso" è intrigante, si legge volentieri, anche se forse appare un po' scontato.

"Una questione di Gusto" è un racconto molto interessante. Attualissimo l'argomento sull'incontro di diverse civiltà, e sulla discriminante tra la vita e la morte, troppo spesso fondata sulle apparenze. 







domenica 23 agosto 2015

TRILOGIA DELLA FONDAZIONE - Isaac Asimov

La Trilogia della Fondazione.
Tre romanzi:
- Prima Fondazione
- Fondazione e Impero
- Seconda Fondazione

Un classico dei classici della fantascienza.
La lettura non è scorrevolissima, soprattutto per chi non predilige il genere, pur essendo interessante e piacevole. Può essere faticoso calarsi in un Mondo, o per meglio dire in un Universo inventato, leggere una storia che attraversa secoli. 
Asimov ha tutti i titoli per essere considerato un grande. 
Intuizioni importanti, una creatività impressionante, ampia cultura. 

Un progetto, un uomo che ha potuto predire il futuro basandosi su leggi matematiche e statistiche. 
Appare in video, ad intervalli irregolari, dopo la propria morte. Si manifesta ai posteri, parla loro, dimostra di avere previsto gli avvenimenti molti secoli prima che accadessero. 
L'importanza della scienza, della psicologia, della tecnica, e delle emozioni nel regolare le azioni umane. 

Interessantissimi spunti, romanzi scritti a metà del novecento. Mirabile mente, quella di Asimov. 
Un appunto solo, un maschilismo imperante e tangibile. Il primo personaggio femminile appare nel secondo dei tre romanzi. Con un ruolo indiscutibilmente importante, eppure secondario.
Si può perdonare all'autore questa pecca, considerata l'epoca storica.  E non si può non riconoscere la grandezza di questo autore. 

Una trilogia da leggere. Molto interessante. Molto piacevole.




lunedì 3 agosto 2015

UN UOMO - Oriana Fallaci

Una storia vera e romanzo epico. Un libro agghiacciante e struggente e raggelante e rabbioso e doloroso. E vero, e anche inventato.
La Fallaci rende rabbia il dolore, distacco l'amore, coraggio la paura. Coinvolgente e terribile.

La storia di "Un Uomo", Alekos Panagulis
Un eroe, un poeta, un rivoluzionario. Una vittima. 

Un inno all'indipendenza. Che è inevitabilmente solitudine. E diventa pericolosa, mortale, quando per essere liberi si diventa anche scomodi. Un invettiva contro i poteri, tutti i poteri, alle tirannie, tutte le tirannie, che sono tutte irrimediabilmente, pericolosamente, dolorosamente uguali a sé stesse. Cambiano solo il colore della propria bandiera. Ma come camaleonti, rimangono identiche. 

Un'invettiva contro il gregge, quel popolo che non sa essere persona, che non sa affermare sé stesso e segue il potere di turno perché "tengo famiglia", e che fugge dalla libertà perché non la sa desiderare, non la sa amministrare, non la merita in fondo.

Dove finisce il romanzo, dove inizia la Storia? Fusione di epica e cronaca. Una vera tragedia greca. Amore e morte. Soprattutto morte.
Non importa il contorno romanzato, salta all'occhio l'orrenda realtà. Non cambierà nulla. Chi davvero vorrebbe cambiare le cose rimane solo, isolato, e solo per il breve tempo di un funerale il gregge sembrerà accorgersi della perdita. Per poi tornare a belare tranquillo. Senza disturbare i padroni.

"Molti intellettuali credono che essere intellettuali significhi enunciare ideologie, o elaborarle, manipolarle, e poi sposarle per interpretare la vita secondo formule e verità assolute. [...] Con l'ottusità dei sacerdoti non riconoscono che, una volta sposati all'ideologia, e peggio ancora se sposati all'ideologia con un matrimonio che esclude l'adulterio e il divorzio, non si è più liberi di pensare.  [...] Ergo, per fare i coerenti costoro diventano incoerenti anzi disonesti."


Si può andare al di là di qualsiasi strumentalizzazione, e leggere il messaggio della Fallaci come un invito a pensare.
Romanzo durissimo. Molto bello. Da leggere.



TESTIMONE INCONSAPEVOLE - Gianrico Carofiglio

Un romanzo scorrevole e piacevole. Divertente, non troppo leggero.
Un avvocato alle prese con la propria vita cade in depressione.
Un cliente impossibile, accusato dell'omidicio di un bambino di 9 anni.
La personale battaglia dell'avvocato per ritrovare un equilibrio si intreccia con la disperazione dell'indiziato, che è letteralmente chiuso in trappola. La storia evolve, e si legge con piacere fino in fondo.

Un romanzo simpatico e veloce. 

"Secondo te, qual è la qualità più importante per una persona?" "Il senso dell'umorismo. Se hai il senso dell'umorismo - non l'ironia, o il sarcasmo, che sono un'altra cosa - non ti prendi sul serio. E allora non puoi essere cattivo, non puoi essere stupido e non puoi essere volgare. Se ci pensi, comprende quasi tutto [...]"

 " ... è la teoria che determina ciò che osserviamo. Che cosa significa? Significa che se abbiamo una teoria - una teoria che ci piace, che ci soddisfa, che ci sembra buona - tendiamo ad esaminare i fatti attraverso quella teoria. Piuttoso che osservare obbiettivamente tutti i dati disponibili, cerchiamo solo conferme a quella teoria."

"Appassionarsi e nutrire aspettative sono due cose pericolose. Ci si può fare male, o anche molto male. [...]"

Piccoli avvenimenti, molte riflessioni, una storia semplice, senza grandi colpi di scena. Le pagine scorrono, è un libro accattivante, breve e poco impegnativo.

giovedì 30 luglio 2015

AD OCCHI CHIUSI - Gianrico Carofiglio

L'Avvocato Guerrieri alle prese con un nuovo caso. Una donna con un ex-marito violento e potente. Una cliente che nessun altro avvocato vuole assistere. Minacce velate ma non troppo, giochi di potere. 

La vita personale che si intreccia con quella professionale. 

Romanzo piacevole, si legge in poco tempo. Coinvolge, non impegna. 
Il tema, fin troppo attuale. Violenze domestiche, violenze le cui vittime sono donne in quanto donne. Vite in cui non tutti gli uomino sono aguzzini, ma segnate per sempre da coloro che aguzzini sono, e impuniti. 

"Il nome  sui documenti glielo avevano dato i suoi genitori naturali. Qualunque cosa significhi la parola naturale per un padre che fa quelle cose alla sua figlia bambina. E per una madre che glielo lascia fare, fingendo di non vedere, di non sentire."

Spunti di riflessione, storia che scorre. E' un autore piacevole, Carofiglio.

martedì 28 luglio 2015

LA FIGLIA OSCURA - Elena Ferrante

Elena Ferrante scrive in apnea. E si fa leggere tutta d'un fiato.
Un'altra donna confusa, ansiosa, difficile. 
Insegna all'Università, madre di due figlie ormai grandi. Non giovane, non ancora vecchia.
In bilico fra tre generazioni, sbilanciata verso quella che l'ha preceduta o quella che la segue, poco incline a seguire la propria. 
Un fiume di pensieri, azioni insensate, l'inseguimento di un significato.
Una vacanza solitaria, vite di altri che intreccia alla propria, sentimenti e sensazioni profondi ed assurdi.

"Un colpo improvviso, alla fine, è solo meraviglia e sofferenza"

"I maschi hanno sempre qualcosa di patetico, a ogni età, Una protervia frgile, un'audacia pavida. Non so più, oggi, se mi hanno mai suscitato amore o solo un'affettuosa comprensione per le loro debolezze".

"Per di più, nel frattempo, il mondo non era affatto migliorato, anzi era diventato più cattivo verso le donne. Lei - me l'aveva detto - per molto meno di quello che avevo fatto io anni prima rischiava di essere scannata"

Un romanzo breve, si legge in poche ore. Ottimo per un pomeriggio di svago.

domenica 26 luglio 2015

IL BAMBINO CON I PETALI IN TASCA - Amosh Irani

Un romanzo tristissimo. Delicato, molto bello.
Ma inesorabilmente tragico, amaro. Triste. 
Chamdi è un bambino che ha vissuto sempre in orfanatrofio, nell'immensa, insidiosa, contraddittoria Bombay.
Vive di sogni e speranza, nel suo mondo protetto all'ombra della bouganvillea che cresce nel cortile. Sogna un posto nuovo, "Kahunsha", la "città senza tristezza".
L'orfanatrofio sarà presto chiuso, l'immobile deve passare di mano. La direttrice gli consegna il panno in cui era avvolto quando un uomo lo ha depositato lì, dieci anni prima.
Chamdi scappa, una notte decide di andare a Bombay alla ricerca di quell'uomo, probabilmente suo padre. 
Lì inizia la vita da ragazzo di strada, e cerca di dare un senso all'orrore con i suoi occhi di bimbo. Ma un senso probabilmente non c'è.
Un romanzo durissimo. E piuttosto crudo. L'autore descrive gli odori, gli umori, gli orrori. In modo tanto semplice ed altrettanto efficace. Vero, reale. Immagini vive e raccapriccianti. 



Consigliato a chi ha lo stomaco forte. 
Una lettura coinvolgente e terribile.



martedì 21 luglio 2015

LA RABBIA E L'ORGOGLIO - Oriana Fallaci

Quanta rabbia! Quanta indignazione. 
Un fiume di parole che trascinano. Una grande scrittrice. Una grande donna. 
Pur non condividendo appieno il suo punto di vista, non si può non ammirare la carica, lo stile, la preparazione e la forza di questa giornalista nata nel 1929. 

Libro di cui avevo sentito parlare molto, che ho visto in troppe occasioni citato a sproposito. Finalmente l'ho letto. E ne ho apprezzato molti aspetti. 

Un'interpretazione che forse l'autrice non condividerebbe, che non può contestare e che probabilmente non leggerebbe nemmeno, se fosse ancora viva. 
Non è, come molti sostengono, un manifesto della "Destra" più estrema. Condanna senza appello Fascismo e Nazismo, condanna i totalitarismi, tout court.
Nè si fa portavoce di un "cristianesimo" opposto all'estremismo islamico.
La Fallaci si dice atea, "irrimediabilmente atea".

Con toni feroci e travolgente furore, la Fallaci si scaglia contro chi non vuole comprendere che la guerra iniziata con gli attentati dell' 11 settembre è seria, pericolosa e "globale". 
Non ne fa una questione di razza, di colore, di patriottismo cieco (anche se inneggia ed ammira il senso di appartenenza che è degli Americani e che manca del tutto agli Italiani), con buona pace di coloro che pretendono di usare anche queste sue parole per giustificare violenza e xenofobia. 

Si scaglia contro il mondo musulmano, affermando che non esiste un islamismo moderato. 

"Al mondo c'è posto per tutti. A casa propria tutti fanno ciò che gli pare. E se in alcuni paesi le donne son così cretine da accettare il chador anzi il lenzuolo da cui si guarda attraverso una fitta rete posta all'altezza degli occhi, peggio per loro. Se sono così scimunite da accettare di non andar a scuola, non andar dal tottore, non farsi fotografare eccetera, lo stesso. Se sono così minchione da sposare uno stronzo che vuole quattro mogli più un harem pieno di concubine, idem. Se i loro uomino sono così grulli da non bere la birra e il vino, pure. Non sarò io ad impedirglielo. Sono stata educata nel concetto di libertà, io ... "

Leggendo queste parole viene spontaneo alzare un sopracciglio, pensare che questa grande giornalista forse è un po' tropo piena di sé per guardare alla realtà con occhio serenamente critico.
Ma poche pagine oltre, racconta dell'esecuzione di tre donne, coperte da capo a piedi così da non sembrare nemmeno degli esseri umani, giustiziate senza pietà di fronte a testimoni indifferenti. 
E scrive: 
"Rammento e capisco che le tre donne al mercato sono state uccise perché erano andate dal parrucchiere. Capisco insomma che si trattava di tre combattenti, di tre eroine, e dimmi: è questa la cultura cui alludi quando parli solo di contrasto fra le due culture? Eh, no, caro mio: no. Distratta dal mio amore per la Libertà ho incominciato il discorso affermando che al mondo c'è posto per tutti e mia madre diceva il-mondo-è-bello-perché-è-vario. Che se alcune donne sono così sceme da accettar certe infamie, peggio per loro: l'importante-è-che-certe-infamie-non-vengano-imposte-a-me. Ma ho detto una cosa ingiusta. Perché a far quel ragionamento ho dimenticato che la Libertà scissa dalla Giustizia è una mezza libertà, che difendere la propria libertà e basta è un'offesa alla Giustizia. E implorando il perdono delle tre eroine, di tutte le donne giustiziate seviziate umiliate o sviate dai figli di Allah, sviate al punto di unirsi al corteo che calpestava i morti dello stadio di Dacca, dichiaro che la faccenda mi riguarda eccome."

Dura, la Fallaci. Durissima.
La storia non può essere cancellata, dice.
"E sempre a proposito di chi finge di ignorarla o dimenticarla: non lo rammenta nessuno l'ammonimento di Karl Marx "La religione è l'oppio dei popoli?" Non ne tiene conto nessuno del fatto che tutti i paesi islamici, tutti, sono retti da un feroce regime teocratico?"

Ne ha per tutti, la Fallaci. 
Tuona contro l'incoerenza, l'opportunismo, l'ottusità de(gl)i  (ex) comunisti che tradiscono le idee per gli slogan, che difendono a spada tratta qualsiasi azione pur di non ragionare. Ruggisce contro i Governi italiani che si dimostrano incapaci, incompetenti, corrotti ed inadeguati. Sempre, in tutto. 

"Discorsino. Egregio signor cavaliere, io lo so che a udire quel che dico sugli ex-comunisti Lei ingrassa, gongola, come una sposa felice. Ma non sia ipaziente, La prego. Ce n'è anche per Lei. [...] E premesso ciò mi consenta (uso il Suo linguaggio, vede) d'esporre quel che in Lei non mi piace. Bè, non mi piace, ad esempio, la Sua mancanza di buon gusto e d'acume. [...]" 

"La disobbedienza civile è una cosa seria, non un pretesto per divertirsi e far carriera. Il benessere è una conquista della civiltà, non un pretesto per vivere a sbafo"

Un'invettiva gridata, scritta tutta d'un fiato che tutta d'un fiato si legge. 
E pur non condividendo in tutto e per tutto i contenuti di questa raccolta di appunti, di questo "articolo lungo", di questo discorso della Fallaci, non si può non apprezzarne la franchezza, la passione. 
E molte delle idee. Libertà, indipendenza, condanna di tutti i totalitarismi, dei fascismi rossi e neri, diritti umani. E necessità di uno Stato veramente laico. 
Perché di Religione si muore. Anche se alcune pratiche sono meno peggio di altre. E anche su questo non si può onestamente non essere d'accordo.

Chiude il libro il discorso che la Fallaci ha tenuto nel 2002 a Washington. Dopo 10 anni di assenza, ancora non intende presentarsi in pubblico.
"E il motivo non è quello malignamente fornito da chi non mi vuol bene: la malattia che chiamo l'Alieno, le mie rughe, l'età. L'Alieno lo tengo a bada. Gli ho fatto capire che se mi uccide muore con me, che quindi è meglio vivere con me. E per quanto vivere con me sia arduo, per ora ci sta. Le rughe sono le mie medaglie. Onorificenze che mi son guadagnata. E invecchiare è bellissimo. Perché, come
uso dire, a invecchiare si conquista una libertà che da giovani non avevamo. Una libertà assoluta. Data l'alternativa, inoltre, aver quest'età è la cosa migliore che potesse capitarmi. Che possa capitare a tutti". 
Ammirazione genuina. 

Libro da leggere. E su cui riflettere. Indubbiamente.


IL SILENZIO DELL'ONDA - Gianrico Carofiglio


Romanzo "da spiaggia", si divora in poche ore. 
Storie appena accennate.
Un paziente psichiatrico che deve trovare il modo di togliersi dalla schiena il peso di una vita troppo intensa, troppo difficile, troppo finta, di un lavoro che si è impossessato di tutto il suo essere e che lo ha trasformato.  
Un Carabiniere sotto copertura, che da bambino aveva perso il padre, poliziotto.

Un ragazzino precoce e maturo, segnato a sua volta dalla perdita del padre, che vive solo con la mamma ed ha una vita interiore piuttosto profonta. 
 
Frammenti di vite che lentamente si ricompongono, dolori troppo grandi per poterli dire.
 "Non lo direi mai in pubblico - nessuno di noi lo direbbe mai, ma l'unico modo per spazzare via tutto il sistema e letteralmente mettere in ginocchio le mafie sarebbe legalizzare le droghe".

"I passi indietro derivano dalla paura del cambiamento. Se si convive a lungo con la sofferenza, alla fine essa diventa in qualche modo parte di noi. Quando cominciamo a star meglio, quando cominciamo a staccarci dalla sofferenza, viviamo degli stati d'animo contraddittori. Da un lato siamo contenti, dall'altro ci sentiamo in difficoltà perché ci manca qualcosa che faceva parte della nostra identità e comunque garantiva una forma di equilibrio".

"Aveva sempre considerato la lettura un'attività che richiedeva impegno, programmazione, tempo. Una cosa riservata solo a chi poteva permettersela. Adesso invece veniva fuori che leggere era - poteva essere . come bere, mangiare, camminare o respirare".

Un romanzo scorrevole. Ottimo per una giornata di ozio estivo.



lunedì 20 luglio 2015

NON C'E' OMBRA CHE SIA PIU' OSCURA - Fabrizio Rizzi

"Non c'è ombra che sia più oscura".
La depressione, le patologie psicologiche in genere? Qual è quest'ombra che si addensa sulla protagonista?

Un romanzo psicologico, forse più propriamente un'allegoria in forma di romanzo. 
Si legge. Fin troppo esplicito se si mastica un po' la materia, contiene diversi spunti di riflessione che possono diventare interessanti.

 Marta è una signora che non esce di casa da mesi. Ha un marito, una figlia, una vita agiata. Eppure qualcosa non va. Tra le pagine oniriche di questo romanzo si ritrova il filo della sua storia.

"Ma prima devo sapere. Devi dirmi la verità. Solo dopo potrò essere davvero libera di decidere

"Qualunque cosa sia, la verità è sempre meglio del silenzio, dei segreti pesanti che corrodono la vita".

Interessante la postfazione dell'autore.
"Perché questi nostri sono tempi difficili, sono tempi di confino sempre più esteso. Troppo del nostro vivere sembra essere organizzato in funzione di questa sorta di non-pensiero. Laddove non siano le dipendenze, i disturbi alimentari oppure l'espressione psicosomatica a farsene carico, sono le fobie e gli attacchi di panico i modelli psicopatologici più evidenti e frequenti di questa fuga verso l'esterno, il più possibile lontano dallo scenario interno del conflitto psichico. 
Pensare è fatica. Sentire - soprattutto il dolore mentale - ancor di più".

Pensare è fatica. 
Ma porta soddisfazione.


domenica 19 luglio 2015

L'UCCELLO CHE GIRAVA LE VITI DEL MONDO - Haruki Murakami

Un trentenne ha lasciato il lavoro, e si occupa delle faccende domestiche, in attesa di ricominciare a lavorare. 
Il gatto della moglie non è tornato a casa, nelle ultime settimane. 
Arrivano strane telefonare, il protagonista inizia a fare incontri particolarissimi. L'atmostera è misteriosa ed onirica. E' complicato distinguere il reale dal pensato.
Quando anche la moglie Kumiko non torna a casa una sera, né il giorno dopo, lui si trova di fronte numerosi stranissimi misteri. 
Incontra personaggi singolari ed irreali, vive esperienze tra il fisico e lo psicologico. 
Murakami è maestro nel descrivere mondi paralleli che si sovrappongono e si mescolano. La dimensione magica ha poco a che vedere con il concreto, è metafora intricata ed avvincente.
Un romanzo che attira nel suo mondo surreale, in fondo ad un pozzo asciutto dove tutto sembra possibile.
Molto bello. Lettura coinvolgente ed avvincente.

lunedì 29 giugno 2015

I GIORNI DELL'ABBANDONO - Elena Ferrante

Non è un romanzo. E' un incubo liquido. 
Si legge in apnea, toglie letteralmente il fiato.

Olga viene lasciata dal marito, improvvisamente, lei non aveva colto i segnali. 
Lui se ne va. Rimane una casa, con due bambini ed un cane, di cui prendersi cura. In un momento in cui l'unica cosa che conta sarebbe prendersi cura di sè. E senza esserne in grado.

Il ritmo è incalzante, l'angoscia esce dal libro per penetrare in chi legge. Una scrittura veloce, rapidissimo è il tempo, sembra di leggere frasi scandite al metronomo. 
Una storia come tante. Per questo verissima. 

La protagonista narratrice è una persona a brandelli. Si racconta di getto, ma il ritmo è studiato. Riesce a farsi amare ed odiare. Suscita sentimenti contrastanti. Comprensione, affetto, commiserazione, pena, rabbia, insofferenza, urgenza, ... 
Ansia ed angoscia sono le direttrici di orchestra di questo onirico racconto terribile.

Al dolore per la separazione subita, si aggiungono i "problemi di immagine". Perché una donna è pur sempre una donna, è un po' meno che persona. Per gli altri, ma anche per sé.
Ed il peso è ancora più gravoso. Personale. Sociale riflesso. Personale amplificato.

"Da adesso sarebbe stato così, io sola per le responsabilità che prima erano di entrambi".
"Evita di assomigliare alle donne in frantumi di un libro famoso della tua adolescenza".

"... sentii in ogni angolo del corpo i graffi dell'abbandono sessuale, il pericolo di affogare nel disprezzo di me e nella nostalgia di lui."

"Le donne senza amore dissipavano la luce degli occhi, le donne senza amore morivano da vive. [...] Racconto e maldicenza e cucito: io ascoltavo."

"Una donna può facilmente uccidere per strada, in mezzo alla folla, lo può fare più facilmente di un uomo. La sua violenza sembra un gioco, una parodia, un uso improprio e un po' ridicolo della determinazione maschile a fare il male"

"Il successo dipende dalla capacità di manipolare l'ovvio con precisione di calcolo".

E' un romanzo impegnativo. Emotivamente forte.
Da leggere solo se si accetta e sopporta l'incontro con anime rotte.






sabato 27 giugno 2015

IL LATO OSCURO DEL CUORE - Corrado Augias

Studiare psicologia ed imbattersi nella vita vera, quella che i manuali non possono descrivere davvero.
Clara, studentessa modello in cerca di occupazione. Un fratello intraprendente ma anche debole. Un padre che invecchia. Rimpianti.
Una signora che invita Clara ad ascoltare una donna, coinvolta in un caso di omicidio. Un incarico ufficioso.
Clara si imbatte così in unintreccio narrato da chi l'ha vissuto, e scopre il contrasto stridente della complessità di una persona rispetto alle storie di donne-pazienti descritte e semplificate dai "grandi" della psicoanalisi.
"Molte ipotesi cadranno, tutte però, comprese quelle poi superate o contraddette, contribuiranno a fondare il metodo scientifico della ricerca psicologica". 

Un romanzo vario, veloce. 
Contrapposizione ed incontro di materie studiate e vite vissute. 
Povertà e ricchezza, materiali ed interiori, si scontrano e giustappongono.
"Era l'idea di verità a dividerli"
Quid est veritas? Est vir qui adest (è l'uomo che hai davanti).

Un omicidio, questa storia che emerge dalla protagonista, non del tutto consapevole. Un'altra donna usata, perduta. Uomini dalla personalità debole e dai modi prepotenti. 
Solitudine.
A lato, una relazione più sana, che il timore rende leggera. Un incontro di anime e cervelli. Che si allontaneranno per poi (forse) ritrovarsi.

"Mia madre apparteneva alla generazione nella quale le donne non si ponevano nemmeno il problema di essere indipendenti. Libere erano solo quelle nate ricche e le puttane. Tutte le altre si sposavano con chi se le pigliava. Si fa presto a dire che le femministe sono ridicole. ... "

"... la disperazione è come un sonnifero, ti prende e ti culla, t'addormenta con giorni sempre uguali, con quel marito, quella vita ... "

"Forse la vera pena d'invecchiare è non incontrare più nessuno che s'interessa a te".

"Le peggiori umiliazioni le avevo avute facendo la moglie"

"Le donne, da secoli, sono portate a pensar male di sé. E' stato insegnato loro che sono deboli, dipendenti per natura, paurose, fragili, bisognose di protezione e di guida. Alcuni di questi insegnamenti, ripetuti per generazioni, sono entrati a far parte dell'inconscio femminile".




giovedì 25 giugno 2015

IL BORDO VERTIGINOSO DELLE COSE - Gianrico Carofiglio

Metti che un giorno, per caso, tu legga un articolo su un giornale. Metti che questo ti colpisca, e ti induca a tornare nei luoghi dove hai trascorso la tua infanzia. Non sai nemmeno bene perché.
Il caso. Ed il tempo.

Il presente è per definizione legato al passato.
Il protagonista, oggi, e lo stesso protagonista, ieri. Molto tempo fa.



Un viaggio tra luoghi, pensieri, persone che a distanza di anni non sono più, anche quando ci sono ancora.


"Se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti", per dirla con Hegel.

"Ti torna in mente una frase letta anni fa: non guardate indietro, ci siete già stati. Allora ti era parso uno spunto arguto. Magari un po' new age, ma arguto. Adesso ti chiedi se poi è vero che ci siamo già stati. Non sei così sicuro, non lo sai bene cosa c'è da quelle parti."


Un finale sospeso: "Chissà cosa succede poi, dopo aver parlato. Dopo l'ultima pagina, quando il romanzo finisce."

Un romanzo "mangiato": lo stile è più che scorrevole, il racconto sembra familiare.
Molto bello. Veramente molto bello.

Peccato per questa edizione, che contiene degli errori imperdonabili.
Mancano intere pagine, ed alcune sono ripetute. 
Poco male per quelle stampate identiche due volte. Ma veramente impossibile tollerare che manchino interi frammenti.
Da pag. 163 a pag 164 (numerazione consecutiva), si legge: "E' im- tare la terra dell'olio e la regione più cool d'Italia" - manca qualcosa!
Da pag. 234 a pag. 235, stesso problema, si legge: "Andiamo a vedere il tuo negozio? zona della frutta e verdura. Entrambi indossano ... "

Non è ammissibile un coitus interruptus nella lettura! 


Ecco i brani mancanti, per chi ha acquistato questa edizione "difettosa", a completamento di un romanzo che merita di essere letto:  

Pag. 163-164
È impazzito, pensi mentre senti l’affanno crescere, i muscoli irrigidirsi, i movimenti diventare faticosi, lenti. Nonostante tutto, in un modo o nell’altro, rilanci il pallone ma questa volta il tiro è sporco e impreciso. Sul terreno non sarebbe un problema, basterebbe un innocuo balzo
laterale. Ma Angelo è in equilibrio su una ringhiera. Ci prova lo stesso, a raggiungere il pallone che viaggia verso il vuoto. La scena diventa più lenta, un rallentatore angoscioso e interminabile che dura fino a quando, davanti ai tuoi occhi inorriditi, Angelo perde l’equilibrio e precipita.    È in quel momento che ti accorgi dei tuoi genitori. Ci sono anche loro su quella terrazza, hanno seguito tutta la scena e adesso ti fissano, muti e tristi. Poi si voltano e vanno verso la ringhiera. Tu allora scappi via, perché non puoi guardare giù, tuo fratello immobile sul marciapiede, e pensi che non hai fatto in tempo. Non hai fatto in tempo. Non hai fatto in tempo.    L’angoscia e il senso di catastrofe irreparabile non passano con il risveglio e si diradano solo quando ti stacchi fisicamente dal letto. Lo sai che è un comportamento infantile e superstizioso ma la prima cosa che fai è prendere il telefono e chiamare tuo fratello. Il cellulare è staccato. Non sarà nulla, ti dici. Angelo a quest’ora è in ospedale, e starà facendo il giro delle visite dei ricoverati. Reprimi a fatica uno sciame di pensieri spiacevoli e gli lasci un messaggio. Ciao, sono io, mi chiami quando hai un minuto?    Poi vai a fare colazione e questa volta la cucina non è deserta e silenziosa. Ci sono due turiste danesi, venute a visitare la terra dell’olio e la regione più cool d’Italia.
 
Pag. 234-235
Il suo negozio si chiama Bio-Logie. È una specie di piccolo e confortevole supermercato, fatto di legno chiaro, di bottiglie colorate, di saponi, di un settore dove ci sono abiti dalle tinte tenui e rassicuranti, di un altro settore con frutta, verdura e vasetti con piante. C’è una musica di sottofondo e ci metti un po’ a capire che è un arrangiamento jazz della Marcia Turca di Mozart. Cioè tutto fuorché quella che definiresti una musica di sottofondo. Nell’aria aleggia un profumo accogliente.    «Cos’è questo profumo?»    «Ti piace?»    «Molto. Fa venir voglia di rimanere qui dentro.»    «L’idea è questa. È una fragranza che ho creato io, proprio qualche settimana fa. Rosa bulgara, kumquat, yuzu, patchouli e una punta, giusto una punta di gelsomino per tenere in equilibrio gli altri quattro.»    «Yuzu?»    «Yuzu. È una specie di mandarino aspro.»    «Lo vendi? Il profumo, intendo, non il mandarino aspro.»    Lei ride.    «Sì, lo vendo. Ma se ti comporti bene, a te lo regalo. Quanti anni sono che non ci vediamo?»    «Almeno una ventina, direi.»    «Già, una ventina. Non ci posso credere. Va bene, dài un’occhiata in giro. Io sistemo alcune cose e poi sono da te.
Così Stefania scompare nel retro e tu ti guardi intorno. A quanto pare ci sono due dipendenti: una ragazza alta e magra alla cassa e un signore sulla sessantina nella zona della frutta e verdura.


mercoledì 3 giugno 2015

AURAMALA - Ivan Fowler

Spionaggio, segreti, intrighi. 
Nell'Europa trecentesca, due agenti segreti a servizio del Re di Inghilterra hanno un missione da compiere, che li porterà in Italia. 
Personaggi interessanti, storia intrigante.
Una ricostruzione storica attenta, luoghi e situazioni reali. Personaggi inventati incontrano persone davvero esistite.

"...possedeva una qualità strana, neutra, quasi infantile, come fosse un innocente stanco degli affanni mondani, sebbene Fra' Demetrio sapesse che si trattava di una contraddizione in termini. Il Gallese sembrava consapevole della propria semplicità d'animo, e si era rassegnato alla propria ingenuità in quel mondo di lupi da molti, molti anni. Molte persone perdevano la propria innocenza nel preiso istante in cui se ne rendevano conto, ma non il Gallese.

"I poveri e gli innocenti meritano carità, non violenza"
"Il denato può ripagarti della miseria e della paura?"

 Messaggi incodice, identità celate. 
Il potere della Corona di Inghiltera, tra mito, onore e magia. 

Avvincente, interessante, a tratti commovente. 
Un bel romanzo.




lunedì 25 maggio 2015

PANTERA - Stefano Benni

Questo libro contiene due racconti.

Pantera, una storia che si svolge in una sala da biliardo. Avventori e giocatori, personaggi, miti e Dei.
Ritmato, malinconico, dolce, scanzonato. Pantera è una Dea. La storia sa di vita vissuta, di vite non vissute.
Una malinconia che stringe la gola.


Aixi è una ragazzina che vive vicino al mare. Il padre, vecchio pescatore, sta per lasciarla suo malgrado. Una vita troppo difficile per una adolescente ancora bambina. Ed un finale sospeso.

Leggerissimo, brevissimo. Due racconti sofisticati, dove il senso dell'umorismo di Benni lascia posto all'amarezza.
Si legge in poche ore, consigliatissimo.

IL GIOCO DI RIPPER - Isabel Allende

Un romanzo giallo.
I personaggi della Allende hanno un che di magico, ed anche qualcosa di vero.
Astrologhe, guaritrici, artisti.

Una ragazza speciale, una adolescente schiva e poco socievole con un cervello vivo e la passione per il crimine.
Un gioco on-line, i giocatori che cercano di risolvere casi polizieschi reali. Diversi omicidi.

Storie d'amore e di morte. Della trama meglio dire poco. E pur sempre un giallo!

Un romanzo che scorre, come tutti i libri della Allende. Le pagine scivolano via, i personaggi diventano nostri amici mentre leggiamo.
Lo suggerisco per una giornata di svago.

venerdì 15 maggio 2015

ADORATA NEMICA MIA - Marcela Serrano

Racconti di donne. Ancora una volta.

Diverse, variopinte, pensanti, istintive, colte o ignoranti, vere o sognate.
Donne deluse, oppresse, addolorate, straziate, indipendenti o in fuga.
Donne maltrattate, uccise. 
Uomini che amano, che rispettano, che violentano, che ingannano, che tradiscono, che uccidono, che deludono. 
Madri che non ascoltano, che abbandonano, che amano, che condizionano.

Una tristezza di fondo che passa sotto pelle. Leggeri eppure pesantissimi, questi racconti.

Un filo conduttore attraversa queste storie, che non raccontano di persone, ma nello specifico di donne. Tutte diverse tra loro, eppure simili, unite da un invisibile destino voluto dalle convenzioni sociali, siano esse interiorizzate, imposte, negate, rifiutate.

Una carrellata di racconti che scorrono, e lasciano un retrogusto che sa di depressione. L'impronta della cupa eppure sempre piacevole Serrano. 



giovedì 14 maggio 2015

1Q84 vol.3 - Haruki Murakami

 Il terzo volume di questo viaggio misterioso, coinvolgente ed irreale.

Nell'anno 1Q84 il Mondo segue logiche diverse da quelle alle quali siamo abituati. Ma a ben guardare, anche il Mondo in cui viviamo (o crediamo di vivere) si dimostra essere per la maggior parte del tempo illogico e guidato da regole poco razionali.

Persone inseguite. Persone che si nascondono. Persone che cercano, persone che braccano. 

"... Quando una persona vive in uno stato di tensione costante rischia, senza rendersene conto, di ritrovarsi i nervi allentati come elastici. E una volta allentati, è difficile che riacquistino la forma originale"

"... Le speranze sono poche e quasi sempre astratte, mentre gli ostacoli sono moltissimi, e quasi sempre concreti ... "

"Nessuno è più facile da ingannare di chi sente dalla parte del giusto".

"Ecco cosa significa continuare a vivere. Agli esseri umani viene concessa la speranza, che diventa il carburante e lo scopo per andare avanti. Senza la speranza, non potrebbero sopravvivere."
"La realtà è dove se ti pungi con un ago ti esce del sangue rosso."

"No, forse parlare di circostanze non aveva senso. La vita non è altro che il risultato naturale di un'assurda, e talvolta persino triviale, concatenazione di eventi".

La fine di un viaggio. L'inizio di un viaggio.

Impossibile riassumere la trama di questo strepitoso romanzo in tre libri, senza rovinare il gusto di scoprirne a poco a poco le pieghe.

Un suggerimento soltanto. Questo è un romanzo da leggere. E' sorprendente, crudo e delicato. Se la lettura è evasione, questo romanzo permette di visitare mille mondi diversi eppure uno solo. Cambiando dimensione spaziale, temporale e mentale. 




domenica 10 maggio 2015

1Q84 vol.2 - Haruki Murakami

Il secondo volume del particolarissimo romanzo di Murakami.
1Q84 - vol.1

Le storie di Tengo e di Amomame convergono in modo sempre più evidente.
Il romanzo scritto dalla diciassettenne Fukaeri continua ad avere successo tra il pubblico e ad innervosire qualcuno.
Lo scrittore Tengo si trova coinvolto in qualcosa che non si aspettava.


"Da un certo punto di vista, avere capacità straordinarie, e tuttavia non sufficienti, può essere più pericoloso che non possederle affatto"

"Qualcuno ha detto che non c'è niente come la vendetta che abbia costi così alti e vantaggi così scarsi"
"Se vai nel paese dei gatti e dopo lasci le cose come stanno non ne verrà niente di buono".

Amore e morte. Un Mondo che non è più quello di prima 1Q84.
Le creazioni della mente prendono forma, sfugge il confine tra pensiero e realtà.

"Solo conoscere la verità - qualunque essa sia - regala all'uomo la giusta forza".

Due vite che si erano allontanate si sfiorano, per poi forse non incontrarsi.

Misterioso e coinvolgente, la fine del secondo volume porta inevitabilmente a desiderare di iniziare il terzo.
1Q84 - vol 3

domenica 3 maggio 2015

1Q84 vol.1 - Haruki Murakami

Un romanzo particolare, curioso, intrigante, emozionante. 
Stranissimo e delicato.

Volume Primo:
Un atmosfera lontana, Tokyo è distante, una dimensione culturale differente. 

Una giovane donna atletica, che svolge un lavoro particolare. Un professore di matematica che fa anche lo scrittore. Ma finora non ha pubblicato alcun romanzo. Una scrittrice diciassettenne, un romanzo dal contenuto interessante ed intrigante elaborato con uno stile acerbo ed infantile, un editore spregiudicato, fatti di cronaca "dimenticati", comunità confinate e misteriose ...

Romanzo intrigante, "incompiuto" (imprescindibile la lettura dei volumi successivi, è un romanzo in tre volumi), storie parallele. Il dispiegarsi degli eventi rimane un mistero.
Incontri e separazioni nello spazio e nel tempo. Un passato dimenticato, ricordi che mancano e che ritornano.
Personaggi di diverso spessore, una trama che avvince e coinvolge.



“Se vogliono guardare, guardino. Tanto, guardando sotto la mia gonna non possono vedere dentro di me”.

A Tengo sembrava che Komatsu amasse la propria indipendenza e che anzi essere tenuto a distanza – se non palesemente odiato-  dagli altri, lo rallegrasse molto. Che l’acutezza spitiruale non potesse nascere da un ambiente protetto e confortevole, era un suo credo.”

“In ogni caso, qualunque sia il lavoro che facciamo, esere una donna è dura da tanti punti di vista.”

“In ogni caso, disse l’amica, siamo tutti rassicurati dal fatto di non far parte dei pochi che vengono esclusi, ma di appartenere alla maggioranza che esclude. “Ah, meno male che non sono io a trovarmi da quella parte”, pensiamo. In qualsiasi tempo, in ogni società, è sempre la stessa dinamica. Ma chi sta con i più forti, può fare a meno di porsi troppi problemi.
-    Invece chi si ritrova a essere escluso, di problemi dovrà porsene in continuazione.
-   Proprio così, disse lei con tono malinconico – Ma credo che in una situazione del genere se non altro si impara a usare la propria testa.


Un romanzo piacevolissimo, scorrevole ed interessante.
E' viva la curiosità di leggere il seguito.
1Q84 - vol.2





giovedì 12 marzo 2015

TRATTATO DI ATEOLOGIA - Michel Onfray

Un saggio illuminato ed illuminante.
Argomento attualissimo, in un'epoca in cui tornano prepotentemente in primo piano le religioni, quali giustificazioni, pretesti, strumenti, per avvallare la violenza verbale, psicologica, fisica.

Religioni mortali.

Onfray presenta un interessantissimo percorso nella storia della filosofia, per risalire dapprima alle origini dell'ateismo, per poi passare in rassegna le caratteristiche dei tre monoteismi, e proporre infine una laicità dalla quale siamo ben lontani.

E' un saggio che si legge d'un fiato, cattura ed interessa. Uno spunto di riflessione ben argomentato e radicato, un invito alla libertà intellettuale, al libero pensiero, all'uso della ragione, alla lettura della storia.

"Nel momento in cui l'11 settembre visto dagli Stati Uniti, dunque dall'Occidente, costringe ognuno di noi a una scelta di campo nella guerra di religione che contrapporrebbe ebraismo e cristianesimo all'islam, è legittimo volersi sottrarre ai termini dell'alternativa posta dai protagonisti e optare per una posizione nietzschiana: né ebraico-cristiano né musulmano, per la buona ragione che questi belligeranti non fanno altro che portare avanti la loro guerra di religione ... [...]
[...] Come dire venticinque secoli di istigazioni al crimine da una parte e dall'altra!
Lezione di Nietzsche: fra i tre monoteismi, non scegliere è legittimo. 
E non optare per Israele o per gli USA non obbliga di fatto a diventare compagno di strada dei talebani".


"Nel nome di Dio, la Storia ne è testimone, i tre monoteismi fanno scorrere incredibili fiumi di sangue per secoli! Guerre, spedizioni punitive, massacri, assassini, colonialismo, etnocidi, genocidi, crociate, inquisizioni, oggi l'iperterrorismo planetario ... 
Decostruire i monoteismi, demistificare la religione ebraico-cristiana  - ma anche l'islam, ovviamente -, poi smontare la teocrazie, ecco tre cantieri inaugurali per l'ateologia."

Se la logica non basta, se studiare la storia risulta noioso e poco interessante, se la paura della morte e l'incapacità di affrontare la realtà non bastano, se c'è la necessità di affidarsi ad un potere esterno ed impalpabile per seguire un'etica, se si pensa che il Bene nel Mondo possa essere perseguito soltanto credendo in un qualche Dio, ebbene (pag. 50-51)
[...] scavare nell'idea che proprio a causa dell'esistenza di Dio tutto sia permesso [...]  Se l'esistenza di Dio, indipendentemente dalla sua forma ebraica, cristiana o musulmana, premunisse appena dall'odio, dal saccheggio, dall'immoralità, dalla concussione, dallo spergiuro, dalla violenza, dal disprezzo, dalla cattiveria, dal crimine, dalla corruzione, dalla furbizia, dalla falsa testimonianza, dalla depravazione, dalla pedofilia, dall'infanticidio, dalla crapula, dalla perversione [...] L'esistenza di Dio, mi sembra, nella storia ha generato in suo nome ben più battaglie, massacri, conflitti e guerre che pace, serenità, amore del prossimo, perdono dei peccati o tolleranza.

Se nelle scuole le ore di "religione" fossero sostituite dalla storia delle religioni, il trattato di ateologia potrebbe essere un testo di riferimento. Per imparare a ragionare e a conoscere.
 
Un libro da leggere e divulgare. Per adulti e ragazzi.
La lettura è più scorrevole di quanto si possa pensare, ironico e a tratti molto divertente. induce a riflettere. E stimola un approfondimento.
Intelligente e interessante.