name="google-site-verification" content="douIAwZpZLaRCQQiq5Rd3EF90TNAJW9FY4DlMMlBEMI" />

lunedì 29 giugno 2015

I GIORNI DELL'ABBANDONO - Elena Ferrante

Non è un romanzo. E' un incubo liquido. 
Si legge in apnea, toglie letteralmente il fiato.

Olga viene lasciata dal marito, improvvisamente, lei non aveva colto i segnali. 
Lui se ne va. Rimane una casa, con due bambini ed un cane, di cui prendersi cura. In un momento in cui l'unica cosa che conta sarebbe prendersi cura di sè. E senza esserne in grado.

Il ritmo è incalzante, l'angoscia esce dal libro per penetrare in chi legge. Una scrittura veloce, rapidissimo è il tempo, sembra di leggere frasi scandite al metronomo. 
Una storia come tante. Per questo verissima. 

La protagonista narratrice è una persona a brandelli. Si racconta di getto, ma il ritmo è studiato. Riesce a farsi amare ed odiare. Suscita sentimenti contrastanti. Comprensione, affetto, commiserazione, pena, rabbia, insofferenza, urgenza, ... 
Ansia ed angoscia sono le direttrici di orchestra di questo onirico racconto terribile.

Al dolore per la separazione subita, si aggiungono i "problemi di immagine". Perché una donna è pur sempre una donna, è un po' meno che persona. Per gli altri, ma anche per sé.
Ed il peso è ancora più gravoso. Personale. Sociale riflesso. Personale amplificato.

"Da adesso sarebbe stato così, io sola per le responsabilità che prima erano di entrambi".
"Evita di assomigliare alle donne in frantumi di un libro famoso della tua adolescenza".

"... sentii in ogni angolo del corpo i graffi dell'abbandono sessuale, il pericolo di affogare nel disprezzo di me e nella nostalgia di lui."

"Le donne senza amore dissipavano la luce degli occhi, le donne senza amore morivano da vive. [...] Racconto e maldicenza e cucito: io ascoltavo."

"Una donna può facilmente uccidere per strada, in mezzo alla folla, lo può fare più facilmente di un uomo. La sua violenza sembra un gioco, una parodia, un uso improprio e un po' ridicolo della determinazione maschile a fare il male"

"Il successo dipende dalla capacità di manipolare l'ovvio con precisione di calcolo".

E' un romanzo impegnativo. Emotivamente forte.
Da leggere solo se si accetta e sopporta l'incontro con anime rotte.






sabato 27 giugno 2015

IL LATO OSCURO DEL CUORE - Corrado Augias

Studiare psicologia ed imbattersi nella vita vera, quella che i manuali non possono descrivere davvero.
Clara, studentessa modello in cerca di occupazione. Un fratello intraprendente ma anche debole. Un padre che invecchia. Rimpianti.
Una signora che invita Clara ad ascoltare una donna, coinvolta in un caso di omicidio. Un incarico ufficioso.
Clara si imbatte così in unintreccio narrato da chi l'ha vissuto, e scopre il contrasto stridente della complessità di una persona rispetto alle storie di donne-pazienti descritte e semplificate dai "grandi" della psicoanalisi.
"Molte ipotesi cadranno, tutte però, comprese quelle poi superate o contraddette, contribuiranno a fondare il metodo scientifico della ricerca psicologica". 

Un romanzo vario, veloce. 
Contrapposizione ed incontro di materie studiate e vite vissute. 
Povertà e ricchezza, materiali ed interiori, si scontrano e giustappongono.
"Era l'idea di verità a dividerli"
Quid est veritas? Est vir qui adest (è l'uomo che hai davanti).

Un omicidio, questa storia che emerge dalla protagonista, non del tutto consapevole. Un'altra donna usata, perduta. Uomini dalla personalità debole e dai modi prepotenti. 
Solitudine.
A lato, una relazione più sana, che il timore rende leggera. Un incontro di anime e cervelli. Che si allontaneranno per poi (forse) ritrovarsi.

"Mia madre apparteneva alla generazione nella quale le donne non si ponevano nemmeno il problema di essere indipendenti. Libere erano solo quelle nate ricche e le puttane. Tutte le altre si sposavano con chi se le pigliava. Si fa presto a dire che le femministe sono ridicole. ... "

"... la disperazione è come un sonnifero, ti prende e ti culla, t'addormenta con giorni sempre uguali, con quel marito, quella vita ... "

"Forse la vera pena d'invecchiare è non incontrare più nessuno che s'interessa a te".

"Le peggiori umiliazioni le avevo avute facendo la moglie"

"Le donne, da secoli, sono portate a pensar male di sé. E' stato insegnato loro che sono deboli, dipendenti per natura, paurose, fragili, bisognose di protezione e di guida. Alcuni di questi insegnamenti, ripetuti per generazioni, sono entrati a far parte dell'inconscio femminile".




giovedì 25 giugno 2015

IL BORDO VERTIGINOSO DELLE COSE - Gianrico Carofiglio

Metti che un giorno, per caso, tu legga un articolo su un giornale. Metti che questo ti colpisca, e ti induca a tornare nei luoghi dove hai trascorso la tua infanzia. Non sai nemmeno bene perché.
Il caso. Ed il tempo.

Il presente è per definizione legato al passato.
Il protagonista, oggi, e lo stesso protagonista, ieri. Molto tempo fa.



Un viaggio tra luoghi, pensieri, persone che a distanza di anni non sono più, anche quando ci sono ancora.


"Se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti", per dirla con Hegel.

"Ti torna in mente una frase letta anni fa: non guardate indietro, ci siete già stati. Allora ti era parso uno spunto arguto. Magari un po' new age, ma arguto. Adesso ti chiedi se poi è vero che ci siamo già stati. Non sei così sicuro, non lo sai bene cosa c'è da quelle parti."


Un finale sospeso: "Chissà cosa succede poi, dopo aver parlato. Dopo l'ultima pagina, quando il romanzo finisce."

Un romanzo "mangiato": lo stile è più che scorrevole, il racconto sembra familiare.
Molto bello. Veramente molto bello.

Peccato per questa edizione, che contiene degli errori imperdonabili.
Mancano intere pagine, ed alcune sono ripetute. 
Poco male per quelle stampate identiche due volte. Ma veramente impossibile tollerare che manchino interi frammenti.
Da pag. 163 a pag 164 (numerazione consecutiva), si legge: "E' im- tare la terra dell'olio e la regione più cool d'Italia" - manca qualcosa!
Da pag. 234 a pag. 235, stesso problema, si legge: "Andiamo a vedere il tuo negozio? zona della frutta e verdura. Entrambi indossano ... "

Non è ammissibile un coitus interruptus nella lettura! 


Ecco i brani mancanti, per chi ha acquistato questa edizione "difettosa", a completamento di un romanzo che merita di essere letto:  

Pag. 163-164
È impazzito, pensi mentre senti l’affanno crescere, i muscoli irrigidirsi, i movimenti diventare faticosi, lenti. Nonostante tutto, in un modo o nell’altro, rilanci il pallone ma questa volta il tiro è sporco e impreciso. Sul terreno non sarebbe un problema, basterebbe un innocuo balzo
laterale. Ma Angelo è in equilibrio su una ringhiera. Ci prova lo stesso, a raggiungere il pallone che viaggia verso il vuoto. La scena diventa più lenta, un rallentatore angoscioso e interminabile che dura fino a quando, davanti ai tuoi occhi inorriditi, Angelo perde l’equilibrio e precipita.    È in quel momento che ti accorgi dei tuoi genitori. Ci sono anche loro su quella terrazza, hanno seguito tutta la scena e adesso ti fissano, muti e tristi. Poi si voltano e vanno verso la ringhiera. Tu allora scappi via, perché non puoi guardare giù, tuo fratello immobile sul marciapiede, e pensi che non hai fatto in tempo. Non hai fatto in tempo. Non hai fatto in tempo.    L’angoscia e il senso di catastrofe irreparabile non passano con il risveglio e si diradano solo quando ti stacchi fisicamente dal letto. Lo sai che è un comportamento infantile e superstizioso ma la prima cosa che fai è prendere il telefono e chiamare tuo fratello. Il cellulare è staccato. Non sarà nulla, ti dici. Angelo a quest’ora è in ospedale, e starà facendo il giro delle visite dei ricoverati. Reprimi a fatica uno sciame di pensieri spiacevoli e gli lasci un messaggio. Ciao, sono io, mi chiami quando hai un minuto?    Poi vai a fare colazione e questa volta la cucina non è deserta e silenziosa. Ci sono due turiste danesi, venute a visitare la terra dell’olio e la regione più cool d’Italia.
 
Pag. 234-235
Il suo negozio si chiama Bio-Logie. È una specie di piccolo e confortevole supermercato, fatto di legno chiaro, di bottiglie colorate, di saponi, di un settore dove ci sono abiti dalle tinte tenui e rassicuranti, di un altro settore con frutta, verdura e vasetti con piante. C’è una musica di sottofondo e ci metti un po’ a capire che è un arrangiamento jazz della Marcia Turca di Mozart. Cioè tutto fuorché quella che definiresti una musica di sottofondo. Nell’aria aleggia un profumo accogliente.    «Cos’è questo profumo?»    «Ti piace?»    «Molto. Fa venir voglia di rimanere qui dentro.»    «L’idea è questa. È una fragranza che ho creato io, proprio qualche settimana fa. Rosa bulgara, kumquat, yuzu, patchouli e una punta, giusto una punta di gelsomino per tenere in equilibrio gli altri quattro.»    «Yuzu?»    «Yuzu. È una specie di mandarino aspro.»    «Lo vendi? Il profumo, intendo, non il mandarino aspro.»    Lei ride.    «Sì, lo vendo. Ma se ti comporti bene, a te lo regalo. Quanti anni sono che non ci vediamo?»    «Almeno una ventina, direi.»    «Già, una ventina. Non ci posso credere. Va bene, dài un’occhiata in giro. Io sistemo alcune cose e poi sono da te.
Così Stefania scompare nel retro e tu ti guardi intorno. A quanto pare ci sono due dipendenti: una ragazza alta e magra alla cassa e un signore sulla sessantina nella zona della frutta e verdura.


mercoledì 3 giugno 2015

AURAMALA - Ivan Fowler

Spionaggio, segreti, intrighi. 
Nell'Europa trecentesca, due agenti segreti a servizio del Re di Inghilterra hanno un missione da compiere, che li porterà in Italia. 
Personaggi interessanti, storia intrigante.
Una ricostruzione storica attenta, luoghi e situazioni reali. Personaggi inventati incontrano persone davvero esistite.

"...possedeva una qualità strana, neutra, quasi infantile, come fosse un innocente stanco degli affanni mondani, sebbene Fra' Demetrio sapesse che si trattava di una contraddizione in termini. Il Gallese sembrava consapevole della propria semplicità d'animo, e si era rassegnato alla propria ingenuità in quel mondo di lupi da molti, molti anni. Molte persone perdevano la propria innocenza nel preiso istante in cui se ne rendevano conto, ma non il Gallese.

"I poveri e gli innocenti meritano carità, non violenza"
"Il denato può ripagarti della miseria e della paura?"

 Messaggi incodice, identità celate. 
Il potere della Corona di Inghiltera, tra mito, onore e magia. 

Avvincente, interessante, a tratti commovente. 
Un bel romanzo.