lunedì 20 luglio 2015

NON C'E' OMBRA CHE SIA PIU' OSCURA - Fabrizio Rizzi

"Non c'è ombra che sia più oscura".
La depressione, le patologie psicologiche in genere? Qual è quest'ombra che si addensa sulla protagonista?

Un romanzo psicologico, forse più propriamente un'allegoria in forma di romanzo. 
Si legge. Fin troppo esplicito se si mastica un po' la materia, contiene diversi spunti di riflessione che possono diventare interessanti.

 Marta è una signora che non esce di casa da mesi. Ha un marito, una figlia, una vita agiata. Eppure qualcosa non va. Tra le pagine oniriche di questo romanzo si ritrova il filo della sua storia.

"Ma prima devo sapere. Devi dirmi la verità. Solo dopo potrò essere davvero libera di decidere

"Qualunque cosa sia, la verità è sempre meglio del silenzio, dei segreti pesanti che corrodono la vita".

Interessante la postfazione dell'autore.
"Perché questi nostri sono tempi difficili, sono tempi di confino sempre più esteso. Troppo del nostro vivere sembra essere organizzato in funzione di questa sorta di non-pensiero. Laddove non siano le dipendenze, i disturbi alimentari oppure l'espressione psicosomatica a farsene carico, sono le fobie e gli attacchi di panico i modelli psicopatologici più evidenti e frequenti di questa fuga verso l'esterno, il più possibile lontano dallo scenario interno del conflitto psichico. 
Pensare è fatica. Sentire - soprattutto il dolore mentale - ancor di più".

Pensare è fatica. 
Ma porta soddisfazione.


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