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lunedì 27 febbraio 2017

ARCODAMORE - Andrea De Carlo

Un romanzo senza capo né coda, lascia una sensazione di vuoto alle spalle. 
L'intensità dei personaggi suona artefatta, la narrazione non si compie. 
Eppure si legge senza troppa difficoltà, contiene spunti di riflessione, qualche trovata divertente.

Offre uno spaccato dell'Italia di Tangentopoli, la cui lettura a distanza restituisce un'amarezza amplificata dalla prospettiva.
Un tuffo nei primi anni '90, quando i telefoni mobili non erano diffusi, le persone si cercavano in luoghi definiti, si percorrevano chilometri per raggiungersi, anche soltanto per parlare.

Un romanzo "da vacanza", stile scorrevole, storia "leggera", un inseguirsi di sensazioni convulse e confuse. Contenuto amaro e sospeso.

"Pensavo che la superficialità e l'ignoranza erano rasserenanti, mille volte meglio dell'intelligenza inseguita e sollecitata e forzata fuori dai suoi cardini. Pensavo che mi faceva piacere non pensare; e ci riuscivo con sempre meno sforzo".

"E' che se sei una donna e non fai la mignotta e non hai coperture politiche e non rientri in qualche stereotipo rassicurante non arrivi da nessuna parte ... "

"La gente starà anche attenta, ma sta attenta alla televisione. sarà anche vero che in questo paese c'è una specie di rivoluzione, ma certo è la prima rivoluzione di telespettatori nella storia."

"Forse è solo che tutto finisce. E di quello che non finisce ci si stufa."



mercoledì 15 febbraio 2017

CARI MOSTRI - Stefano Benni

Una raccolta di racconti che hanno come protagoniste le paure, gli spettri che accompagnano ogni essere umano.
Alcune narrazioni convincono, divertendo o inducendo qualche riflessione. Qualcuna delle storie è avvincente, qualcuna lascia con il fiato sospeso. 
Altre invece sono poco azzeccate, hanno un senso di incompiuto. 

Parodie di vita quitidiana, di situazioni attuali, metafora del vivere.
Nel complesso un libro piacevole. 
Chi ama l'inconfondibile stile di Benni può trascorrere qualche ora in mondi fantasiosi e così simili a quello in cui si vive realmente. 

"Sì, forse la vita è questo. Si procede tra normalità e paura, e si aspetta ogni volta di tornare alla nostra dimora, di trovare un po' di quiete, un rifugio. Magari salendo le scale di casa verremo presi dall'angoscia, avvertendo che il dolore ci ha seguito fino lì. Comunque sia, è un inferno che conosci. Ed è meglio di quella nebbia spietata, meglio che non vedere nulla, meglio della solitudine dei nostri passi." (da Verso Casa).