domenica 21 maggio 2017

PICNIC SUL CIGLIO DELLA STRADA (Stalker) - Arkadi e Boris Strugatzki

Intrigante romanzo fantascientifico ambientato in un'epoca non definita. 

La Visita, esseri di altri luoghi che hanno lasciato segni tangibili, utili e nel contempo pericolosissimi, sulla terra. 
L'incapacità dell'essere umano di comprendere, E la natura umana, curiosa, avida, meschina, piccolissima. 

Uno "Stalker", cacciatore e contrabbandiere di oggetti che raccoglie nella zona in cui è avvenuta la Visita, giocatore e pedina di una partita misteriosa eppure già nota. 

Un ironico e acuto premio Nobel per la Fisica suggerisce riflessioni sul posto che l'Umanità occuperebbe in uno spazio ed un tempo che questa Umanità non è in grado di concepire. 
Scardinando l'idea della centralità dell'Umanità che conosciamo, in modo semplice e spietato. 

"Tutta la disgrazia è qui, non ci accorgiamo degli anni che passano" pensò. "Anzi, che importano gli anni, non ci accorgiamo che tutto cambia. Abbiamo visto molte volte con i nostri occhi cambiare tutto e allo stesso tempo non siamo assolutamente in grado di notare il momento in cui il cambiamento ha luogo, oppure non cerchiamo il cambiamento dove dovremmo cercarlo."

"[...] rientra nelle competenze di quella pseudoscienza chiamata xenologia. La xenologia è un innaturale miscuglio di fantascienza e logica formale. Alla base del suo metodo c'è un principio sbagliato, l'attribuzione della psicologia umana a una mente extraterrestre."

"... tu, dice, Roscio, stai male in qualsiasi sistema, stai male in un cattivo sistema, e anche in uno buono stai male lo stesso, per la gente come te non si sarà mai il regno dei cieli sulla terra ... Ma che ci capisci tu, grassone? Quando mai tu mi hai visto in un buon sistema? Per tutta la vita vedo solo come muoiono i Kirill e i Quattrocchi, mentre i Beccamorti strisciano tra i loro cadaveri, sui loro cadaveri, come vermi, e lordano e lordano e lordano ... " 

"Non ci si è abituati a pensare, ecco il guaio. Che cos'è pensare? Pensare vuol dire: fingere, camuffarsi, bluffare, truffare, ma qui tutto questo non serve ... "

"Non voglio lavorare per voi, mi fa schifo il vostro lavoro, riuscite a capirlo, questo? Se una persona lavora, lavora sempre per qualcuno, è uno schiavo e baste, e io ho voluto sempre essere me stesso, essere per conto mio, per poter sputare su tutti, sulla loro trisezza e sulla loro noia ... "

Si legge rapidamente, dopo le prime pagine di "ambientamento". Una storia molto particolare, situazioni surreali e inquietanti, riflessioni che vale la pena di affrontare.


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